Buongiorno a tutti i miei divoratori di libri! Indovinate un po’? Ebbene, avete un altro appuntamento con me. Cosa ne pensate? Spero che non vi dispiaccia se in questi giorni mi sto mettendo a leggere ogni libro a portata di mano.

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Oggi sono tornata da voi per parlarvi di un altro libro della collana youfeel di Rizzoli dal mood romantico. Si tratta di ‘Un adorabile lunedì’ di Giulia Dell’Uomo. In questi giorni mi sto dedicando alla narrativa italiana che trovo oscurata, rispetto a quella straniera. È un peccato, perché molti scrittori italiani ci offrono bellissime storie piene di emozioni vagamente snobbate perché non si tratta di autori stranieri. Sono molto contenta che Rizzoli abbia creato questa collana perché mi permette di leggere storie di autrici italiane e, quindi, apprezzare storie del mio paese, se così si può dire. Vorrei ora iniziare questa recensione, dando il mio giudizio finale alla fine, spero di esservi utile per la decisione di acquisto!

Dunque. Come sempre iniziamo dalla copertina:

Sulle copertine degli youfeel non ho mai molto da dire. Sono sempre attinenti al titolo e alla trama del romanzo, cosa che mi piace molto perché spesso trovo copertine bellissime che si rivelano semplicemente pacchiane e distanti anni luce da ciò che il romanzo va a narrare. È di certo un punto a favore del libro stesso perché anche se non bisognerebbe giudicare il libro dalla copertina, anche l’occhio vuole la sua parte! Bel lavoro. Riguardo la grammatica ho solo qualche piccolo accorgimento stilistico che baso sul mio gusto personale. Ho trovato la lettura fluida, ma l’avrei trovata ancora più lineare se le frasi non fossero state spezzate così spesso. Diciamo che ci sono molte frasi spezzate, tra cui una all’inizio che inizia con un ‘ma’. Sono cose piccolissime, ma credo renderebbero la lettura ancora più scorrevole. Non mi è piaciuto il salto dall’ultimo capitolo all’epilogo in quanto a tempi verbali. Il libro è stato narrato al passato, avrei preferito il passato anche nell’epilogo per una questione di stile, ma di certo la cosa non è una nota negativa.

Per quanto riguarda la storia, mi ha sorpresa la location:

Brescia non è una città in cui io non sono mai stata, ma di solito si scelgono altre grandi città o posti di mare e di montagna più isolate. Insomma, sono rimasta colpita piacevolmente da questa scelta e l’ho apprezzata molto. La storia in sé mi è piaciuta. Mi sono piaciuti i flashback dalla psicologa di Eva e il modo in cui si arriva alla verità. Mi piace il modo in cui Eva ed Edoardo si avvicinano l’uno all’altro, gli ostacoli e il modo in cui li superano. Diciamo pure che ho odiato il personaggio di Cecilia, anche se avevo capito le sue macchinazioni fin da principio. Se fossi stata in Edoardo, l’avrei denunciata per stalking. Detto questo, mi sento di promuovere l’intera storia, personaggi inclusi.

Il racconto mi è decisamente piaciuto, nonostante qualche piccola pecca, che non chiamerei nemmeno con questo vocabolo. Sono semplici accorgimenti che io stessa prenderei per rendere la lettura più piacevole, ma nulla di cattivo, anzi! La storia va bene così com’è: è coinvolgente e Giulia Dell’Uomo ha costruito degli ottimi personaggi e un ottimo background.

Come al solito, siamo arrivati alla fine. Vi invito ad acquistare il romanzo e a leggerlo, è una lettura scorrevole e veloce, da spiaggia.

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Alla prossima,

Yls.

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