Clienti adorabili, clienti da uccidere, clienti da cacciare a calci nel sedere. Ecco a voi la lista di tutto ciò ( o di una buona parte ) che chiunque odia dei propri clienti.

Lavorare nel settore “Hospitality” – per chi non lo sapesse questo è il settore che comprende la ristorazione, alberghi e comunque tutto ciò che riguarda i servizi – significa, oltre ad orari folli e dire addio alle feste come il Natale o Pasqua, anche ad avere uno stretto contatto con la clientela, che siano essi abitanti della città stessa nella quale vivete o turisti.

Se non avete mai lavorato nella ristorazione – il miò settore – lasciate che vi apra gli occhi. Avere a che fare con le persone è un incubo. Vi capiterà spesso, fin troppo spesso, di desiderare soltanto di prendere a sberle chiunque decida di rompere troppo le scatole, senza ovviamente poterlo fare.  E proprio a proposito di questo argomento, ecco a voi le dieci cose che rendono i turisti – e non – odiosi quando si sta lavorando!

10. Quanto sono fastidiose quelle persone che, improvvisamente e senza un motivo plausibile, si fermano nel bel mezzo del ristorante, costringendoti a girargli intorno anche se hai mille piatti in mano?  Ve lo dico io: da morire. 

9. Gente che, in un altro stato, si ostina a parlare la loro lingua e conversare con i camerieri/baristi/bartender in quest’ultima, fregandosene totalmente che il suddetto lavorare non ha idea di cosa il cliente stia dicendo. Gente, se avete deciso di passare la vostra vacanza in Inghilterra provateci a parlare inglese! Nessuno si aspetta discorsi da nobel, ma un minimo – anche sgrammaticato e con i tempi verbali errati – potete farlo, suvvia!

8. I menù, lasciati sui tavoli, esistono per una ragione. Ovvero per essere letti, consultati e decidere grazie ad essi cosa vogliate ordinare.
Ignorarlo per costringere un cameriere ad elencarvi ogni singolo piatto – con ogni ingrediente – non fa di voi persone intelligenti e sveglie, quanto persone che rischiano di farsi tagliare la gola con il suddetto menù. E ricordate che i tagli provocati dalla carta fanno più male!

7. Una cosa che fa impazzire tutti – sia chi lavora in cucina che chi lavora in sala – è quando un cliente, in un piatto, decide di togliere varie cose o aggiungerne mille altre.  Ad esempio togliere formaggio, lattuga, pomodoro, salsa segreta e aggiungere, che so, salsa tartara. Se non vi piace quello che state ordinando, se non vi piacciono gli ingredienti, cambiate piatto e basta! Che di leggere comande lunghe quanto la Divina Commedia nessuno ha voglia.

6. Mandare indietro i piatti, perché ad esempio la carne è troppo cotta o lo è troppo poco – senza aver prima specificato che tipo di cottura si vuole – è davvero il modo migliore per farvi detestare. Siate sicuri di specificare per bene i dettagli durante la vostra ordinazione. La salute mentale del cameriere e degli chef vi ringrazierà.

5. Per favore, ve lo chiedo per favore, decidete cosa ordinare e non cambiate idea tremila volte. Se siete insicuri chiedete al cameriere di aspettare altri dieci minuti. È molto meglio aspettare che cambiare idea quando il vostro piatto è già arrivato al tavolo, costringendo cosi a persone come me di lavorare dieci volte allo stesso ordine, soprattutto quando è una di quelle giornate molto piene.

4. Una cosa che fa infuriare chiunque lavori nella ristorazione è vedere un piatto, che si è faticato a preparare e servire, lasciato totalmente intoccato.  Nessuno costringe nessuno a svuotare il piatto se non vi è piaciuto, siete sazi o altro. Ma buttare un piatto integro, in un momento storico come questo nella quale vi sono milioni di persone che non hanno la possibilità di mangiare neanche un tozzo di pane, fa male al cuore.

3. Ogni qual volta un gruppo dalle sette persone in su entra in un ristorante e si siede per mangiare, senza aver prenotato e senza quindi che gli chef abbiano il tempo di organizzarsi, la cucina muore.  A me, personalmente, capita spesso. All’improvviso, senza che nessuno abbia modo di saperlo, ecco arrivare una tavolata immensa, talvolta anche di venti o trenta persone, che pretende di essere servita anche immediatamente.  Ecco, se siete una comitiva ed avete già in mente di andare in quel determinato luogo per pranzare o cenare, telefonate. Mandate una mail. Insomma, permettete ai poveri lavoratori di avere idea che voi stiate arrivando per non farvi aspettare ere.

2. E proprio a proposito del tempo di attesa per ricevere il vostro piatto, vorrei ricordarvi che il tempo di cottura di ogni cosa è quello. Non potete pretendere una bistecca ben cotta in due minuti, perché è impossibile. 
Come è impossibile che pretendiate di essere serviti appena ordinato quando prima di voi ci sono ben dieci tavoli. Il tempo di attesa, che viene costantemente riferito mentre ordinate, è quello. Cercate di capirlo, rendendovi conto che i camerieri, così come gli chef, non sono stregoni e non possono far accelerare il tempo.

1. E poi, al numero uno, c’è assolutamente la cosa peggiore al mondo per chiunque lavori nella ristorazione.
Ovvero quei clienti che varcano la soglia del locale cinque minuti prima della chiusura della cucina – o anche quando quest’ultima è già chiusa e pretendono di ordinare – perdendo magari un sacco di tempo per decidere. Quei clienti che, con la loro sola presenza, impediscono di finire il proprio turno. Vogliamo tutti andare a casa dopo un’intera giornata di lavoro. Vogliamo tutti finire di pulire e andare via da quei luoghi, simili a buchi neri di felicità. Quindi sarebbe carino se cercaste di capire a che ora chiuda quel determinato ristorante/locale o qualsiasi altra cosa, andandoci non proprio due minuti prima.

Okay, vi ho appena lasciato la lista di una buona parte di ciò che chi lavora nella ristorazione odia dei clienti.
Vi siete riconosciuti in qualche comportamento?

Ambra Ferraro.

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3 Comments on “10 cose che rendono i turisti insopportabili quando stai lavorando.”

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