“M’ama… non m’ama. M’ama! Non m’ama…” e così i petali vanno via finché l’ultimo rivelerà la verità sull’innamorato. Ma siamo solo noi dipendenti, legati a questo sentimento così bello e spesso totalizzante?

La domanda se la pongono in tanti. “Ma gli animali… innamorano?”. Inutile precisare che anche la scienza se l’è domandato! E tra le tante ricerche psicologiche, comportamentali, di branco, del singolo, al centro di una c’era proprio questo dilemma.

A costo di rompere il sogno di tanti, va detto: gli animali non si innamorano. Ma non temete, non si tratta dell’incapacità di provare sentimenti. Si tratta semplicemente di una differenza tra il nostro modo di concepirli e affrontarli e il loro.

Le relazioni tra gli animali sono differenti già a partire dal nucleo famigliare, dalla mamma con i cucciolini. In tanti strizzano il naso alla sola idea che un cane o un gatto possa accoppiarsi con suo figlio o con sua madre, ma la verità è semplicemente i rapporti sono diversi, non privi di sentimento.

Ciò che spinge un cane, un gatto, un pappagallo o un criceto ad accoppiarsi non è certo quello che noi concepiamo come amore. Si tratta di istinto, la natura che mira a non portare all’estinzione certi esseri viventi. Un po’ accade anche con noi. Capita a tanti, non a tutti, ad un certo punto della propria vita, di avere non solo il desiderio, ma anche in qualche modo l’istinto di preocreare. E qui non si parla solo di sesso, ma proprio del mettere al mondo delle creature.

L’amore poi è un’altra cosa, che se per noi spesso coincide con questa realtà, per gli animali viene vissuto più come l’intensità di un rapporto, la fedeltà, che non mostrano solo con un padrone umano, ma anche all’interno del branco.

Perciò forse in qualche modo esiste l’amore, l’amicizia, tra gli animali, il problema è che non è come noi la concepiamo. Abbiamo dato un nome ad un modo di costruire dei rapporti mentre loro vivono delle relazioni, dei legami, ai quali non hanno bisogno o possibilità di dare definizione.

Gli animali hanno memoria, provano affetto, provano dispiacere, dolore da separazione, ma non si innamorano semplicemente perché abbiamo dato un nome ad una cosa ben precisa che loro, nelle dinamiche di branco e non solo, vivono in modi assolutamente diversi da noi.

Quindi è questa la cosa fondamentale. Ricordarci che siamo diversi, e che la diversità non è uno svantaggio, ma una ricchezza. Vivere la propria natura e non la natura degli altri.

Alessia Di Maria. 

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