Sull’isola di Lampedusa, presso l’ormai nota Spiaggia dei Conigli, nuove tartarughe Caretta Caretta sono nate sotto il controllo e la cura dei volontari di Legambiente. La specie, a rischio di estinzione, si trova su spiaggie e isole, dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Campania alla Calabria, fino ad arrivare persino in Toscana, contando sempre più frequentemente numeri che vanno aumentando fino a raggiungere record eccezionali.

Foto di http://www.museovivodelmare.it
Foto di http://www.museovivodelmare.it

A Lampedusa il record ha contato otto deposizioni, contro le sette del 2002 nella stessa isola. Legambiente si esprime con parole colme di gioia e speranza, esprimendosi a favore della fruizione consapevole dei luoghi coinvolti, di un turismo rispettoso dell’ambiente, delle sue forze e delle sue debolezze. Le tartarughe Caretta Caretta, e insieme a loro numerose specie a rischio estinzione, vanno coinvolte in progetti di salvaguardia che permettano loro di nidificare con agevolezza, ma soprattutto di raggiungere il mare sane e salve. Numerose sono le aree marine protette instituite sul territorio nazionale, che hanno inserito le tartarughe Caretta Caretta tra gli animali da salvaguardare, con estreme limitazioni che riguardano il territorio che costituisce loro un habitat perfetto. Divieto di pesca, di balneazione e spesso di attività subacquee, sono alcuni tra le proibizioni che coinvolgono aree circoscritte abitate da animali a rischio. Una su tutte, l’area marina protetta di Ustica, è stata la prima area marina protetta instituita in Italia, precisamente trenta anni fa. A novembre festeggerà trenta anni di vita insieme alle tartarughe caretta caretta e le altre specie animali protette nelle zone costiere dell’isola.
Da una nota di Legambiente si legge

“I dati stimati da Legambiente, seppur parziali, restituiscono un quadro davvero eccezionale e senza precedenti per l’Italia se si pensa che fino a pochi anni fa i nidi si potevano contare sulle dita di una mano, mentre oggi grazie a interventi specifici di salvaguardia e tutela, ad una gestione sostenibile delle spiagge, ad una pulizia manuale rispetto a quella meccanica degli arenili e a una migliorata capacità di individuare i nidi sia da parte del mondo scientifico e dai cittadini (sempre più attenti e sensibili); questa specie è tornata a nidificare anche e soprattutto in Italia e in luoghi di eccellenza”.

Buon viaggio, tartarughe!

Alessia Di Maria

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