Ci si chiede spesso se gli animali riescano davvero a provare le sensazioni che proviamo noi o se semplicemente gli si attribuiscano delle definizioni che ci appartengono.

Ma gli animali sono altruisti? Vi sarà capitato di imbattervi sui social in uno o più video che raccontano il mondo animale dal rarissimo punto di vista della compassione, dell’altruismo. Cani che allattano gatti, animali della savana che si avvertono o si difendono dall’attacco di altri animali. Ma non vigeva la legge cinica del più forte?

Ebbene, la regola è questa. Un egoistico sopravvivere, un istinto che protegge la crescita e la procreazione, dunque la specie. I gesti altruisti non sono che un ostacolo a questa legge della natura. Aiutare l’altro significa rischiare se stessi, e allora perché accadono questi episodi? Si verifica forse un corto circuito nel così perfetto mondo animale?

Forse la domanda vera da porci è “cos’è l’altruismo“? Dato che le parole le abbiamo fatte noi, non sarà complicato capire a cosa associamo questo termine. Senza prenderci in giro, non esiste l’altruismo disinteressato. Appartiene forse ad un’altezza d’animo che l’umano non può concepire. Seppure solamente per ottenere un sentimento di appagamento, non è totalmente disinteressato. Allora, abbiamo già chiaro il concetto. Si offre all’altro per ottenere qualcosa. Che sia soddisfazione, serenità, o compagnia, essere altruisti ha dei risvolti, se vogliamo, vantaggiosi.

Questo ci fa arrivare dritti al Grooming. Di cosa stiamo parlando?

Per capire se “gli animali sono altruisti?” osserviamo questo comportamento noto a tutti. Il Grooming è la pulizia del mantello o della pelle effettuata da molti mammiferi sul proprio corpo o su quello di un individuo della stessa specie. Avete presente quando le scimmie si trovano uno davanti all’altro a pulirsi vicendevolmente? Bene, questo gesto è governato da un altruismo che ha come vantaggio il “Più pulisci più sarai pulito”. Un “dai e ti sarà dato” che tiene salda questa struttura collaborativa tra animali della stessa specie, che non necessariamente abbiano legami di parentela.

Un altra ragione fortissima dell’altruismo del mondo animale è l’impulso epimeletico.

Si tratta dell’istinto di prendersi cura di specie uguali o differenti dalla propria. Impulso che, se ascoltato e messo in atto, ci restituisce una profonda gratificazione. Pensate che i sentimenti siano solamente umani? Vi sbagliate. L’impulso epimeletico, insieme alle sue ragioni di esistere, appartiene agli umani come agli altri animali. Questa è dunque la ragione più naturale di ciò che genera gesti altruistici, nella nostra società così come in natura.

Chiaramente si tratta sempre di un rischio, mettere a repentaglio la propria vita o i propri interessi per aiutare l’altro, è per questo che non sempre accade. Eppure i roditori sono tra gli animali che più testimoniano a favore del “gli animali sono altruisti”. Durante un esperimento per esempio, tra la scelta di salvare un suo simile e mangiare un un pezzo di cioccolato, il topo ha preferito salvare il suo compagno e dividere con lui la ghiotta ricompensa.

Basta questo per dire che gli animali sono altruisti? C’è ancora un’parentesi da aprire. Molti degli animali che abbiamo citato sono animali sociali. L’aiuto è governato da un istinto cooperativo che nasce come compromesso tra la protezione della propria specie e la protezione altrui. Certamente un gesto di altruismo comprometterà la propria vita, certamente più si è meno si mangia ma aiutare significa essere aiutati. Vivere in un gruppo significa rischiare e salvare gli altri ma significa anche successivamente essere salvati. Per molti animali vivere in gruppo è essenziale alla sopravvivenza.

Allora gli animali sono altruisti? Lo sono, nella misura in cui l’altruismo, sia chiaro, ha sempre un vantaggio, che sia pratico o no, che sia avere un servizio in cambio o un sentimento di piacevole gratificazione!

Alessia Di Maria

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One Comment on “Gli animali sono altruisti?”

  1. Io credo di sì! E non solo fra loro… Ad esempio il mio Charlie, quando riceve qualcosa da mangiare, spesso lo porta prima a me… oppure quando sto male o sta male uno della famiglia lui rimane ai piedi del letto e avverte chi è in casa se chi è malato si alza…

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