Questo è un argomento forse non abbastanza dibattuto, perché anche quando capita di sentire le confessioni disinvolte di chi ha accolto in casa un cucciolo a trenta giorni o quaranta, credere alla possibilità che l’altro recepisca davvero il messaggio che vorresti mandargli è difficile, dunque nella maggior parte dei casi si ignorano e si cambia argomento.

Ma andrebbe spiegato loro il motivo per il quale un cucciolo, dalla mamma, non va mai separato prima dei sessanta giorni. Perché se non glielo spiega nessuno, ne prenderà ancora e ancora e anche se non dovesse accogliere il consiglio, almeno ci abbiamo provato. Io voglio provarci, anche se so che spesso un articolo informativo viene aperto per la maggioranza da persone già informate. Una piccola percentuale di utenti lo apre per approfondire una cosa che già sa e solo un piccolissimo numero, rimasto dall’esclusione degli altri casi, lo apre, forse per sbaglio, e impara una cosa nuova.
La domanda centrale di questa argomentazione è “Perché non separare il cucciolo dalla mamma prima dei sessanta giorni?” E allora io vi chiedo. Ritirereste mai vostro figlio dalle scuole elementari o dall’asilo? No, perché anche se a venticinque anni, quando si laureerà, non ricorderà mai cosa ha studiato in quegli anni, comunque quelli sono stati preziosi per la sua crescita e la sua edicazione. Ecco, allo stesso modo la situazione si verifica con i cani. La fase di crescita di ogni creatura vivente è delicata, soprattutto quando entra in gioco la psicologia che non appartiene solo alla specie umana. Esattamente, psicologia, perché non è solo lo svezzamento fisico che va considerato, è anche quello psicologico, comportamentale, e i due non coincidono. Non basta che la mamma non dia più il latte al cucciolo. Dalla quarta settimana al sessantesimo giorno il cucciolo ha bisogno di stare con la mamma e con i fratellini per imparare a convivere con gli alri, a non stringere troppo il muso quando gioca e pinza un fratellino, a non abbaiare insistentemente, a socializzare, a non avere paura! Questa è una cosa fondamentale: non avere paura. Questo è un sentimento spesso pericoloso perché tutti gli animali, alla paura, reagiscono prima o poi con la violenza e noi tutte queste insicurezze, al cane, vogliamo evitarle. Vivere con il branco permette al cucciolo da un lato di non avere inibizioni nei rapporti con “l’altro”, dall’altro di rendere quel rapporto pacifico.
Qualche umano può provare a star dietro al piccolissimo cucciolo per sostituire la figura materna nel suo percorso di crescita, ma chi meglio di un cane sa comunicare con un cane? Nessuno. E allora, quando possibile (e per possibile intendo che i genitori sono vivi, tutto il resto sono scuse), non separiamo i cuccioli dalle mamme prima dei sessata giorni, perché poi il cane si isoletà, avrà paura, ricorrerà ai morsi, e un rapporto potenzialmente sano potrebbe diventare malsano, asfissiante, non piacevole. Con l’età è bene consultare un addestratore ma affrontare il problema alla radice è l’unica vera soluzione a quei problemi comportametali che scaturiscono dalla separazione forzata e precoce.

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