Quante volte vi sarà capitato di vedere sui social network video e foto di questo animaletto grazioso? E quante volte vi sarà capitato di desiderarne uno nella propria vita, al pari di un cane o un gatto; un animaletto domestico da coccolare?

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Basta una ricerca su internet per scoprire che sarebbe un gesto egoista e terribile eppure il materiale online cresce, così come i click.

Non si tratta di lotte esasperate, di umanizzazione dell’animale, di esagerazioni da fanatici. Si tratta di una natura che, in quanto tale, vorrebbe vivere distante dalla degenerazione della società a misura d’uomo. Di una dimensione che farebbe volentieri a meno di esser contemplata dalle lotte, di non averci nulla a che fare. Ma l’essere umano tende ad includere tutto in questo costrutto, ad appropriarsi di un mondo che non gli appartiene.

Un esempio è proprio questo tenero animaletto che, tolto dalla sua natura e dal suo mondo, viene costretto in cattività senza giustificazioni. I bracconieri uccidono le madri e portano via i cuccioli, attivando un mercato cieco, improntato su una fittizia sensibilità da social e una tenerezza ignorante da animali domestici alla pari di peluche.

Oltre ad essere costretti in una cattività nella quale inevitabilmente non vivono bene, gli slowloris vengono torturati sin dai primi momenti della loro cattura. I denti vengono estratti a vivo così da non poter essere pericolosi, sempre per quell’uomo che ha costruito tutto su misura per sé.

Così come quelle coccole che sembrano amare, che li fanno diventare adorabili con quegli occhioni teneri. Questi però non sono felici. Per loro il solletico è una tortura e alzano le zampe tentando di difendersi.

Come fa però un piccolo nessuno a saperlo? Dovrebbe essere informato da chi li vende o da azionisti che negli ultimi anni si stanno attivando per una larga diffusione della verità.

Un’altra prova di come riusciamo sempre a tradurre il linguaggio del mondo con il nostro. Un’altra prova di come forse, pur conoscendo il linguaggio del mondo, in tanti non lo vogliono sentire.

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