Sull’argomento vivisezione si eprimono ogni giorno tantissime persone appartenenti a differenti fazioni e scuole di pensiero.

Knockout_Mice5006-300Chi più duramente chi meno, porta avanti una guerra fatta di accuse e lotte fisiche che vedono al centro animali sballottati, fatti cavie, poi salvati, poi abbandonati e ancora con un destino precario. C’è chi sostiene esistano altri mezzi più che validi per la ricerca, che siano attendibili quanto le sperimentazioni sugli animali se non di più; altri affermano che ci sia disinformazione al riguardo, asserendo che la sperimentazione sugli animali sia essenziale per fondamentali scoperte in campo medico. Che sia più o meno costoso, che sia più o meno efficace, che sia più o meno morale, ognuno prende una posizione, chiara o traballante, ed esprime la sua. Oggi però si è costituito un fondamentale precedente a discapito di chi non pesa le parole o, pur pesandole, ritiene siano più che adatte al contesto. Oggi dare del vivisettore o torturatore ad un ricercatore è considerata diffamazione. A deciderlo la Cassazione che ha condannado una donna che gestisce un sito web nel quale sono state rivolte simili “accuse” ai ricercatori di un laboratorio torinese. Attenzione, perché non si tratta di condanne poco gravose, bensì di risarcimenti consistenti: cifre che si aggirano sugli ottantamila euro e su altre decine di migliaia di euro distribuite tra il laboratorio e i camici bianchi.
Indipendentemente da quelle che sono le posizioni in merito forse può essere un’idea costruttiva quella di pesare le parole, le azioni e i comportamenti che potrebbero sfociare in molestie. Perché quella che, secondo una parte di noi, può sembrare la  ragione, rischia di errare e di fallire miseramente dinnanzi ad una legge abbastanza chiara. Se decidiamo di abbracciare un ideale sosteniamo le campagne intelligenti, fatte di strategie colte che non cadano in simili errori. Qualunque sia la nostra posizione, dover pagare un simile risarcimento rischia di render vano ogni tipo di tentativo, ogni azione costruita, ogni lotta, meschina o nobile che sia. Le lotte si vincono con la testa, non con lo stomaco.

Alessia Di Maria

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