Per le strade della bella Palermo che si affacciava timidamente agli anni ’70 vagava un uomo; un uomo qualunque, un lavoratore onesto, un poliziotto tra tanti che però, non come tanti, ha lasciato un segno indelebile nella storia della città, della Sicilia e di tutta l’Italia. Si dice che un lavoro perda il suo significato come tale nel  momento in cui diviene passione. Si fonde con la propria vita, con i propri ideali, e si spoglia della sua pesantezza vestendone un’altra, quella della responsabilità, della missione. Questo incarna ciò che ha fatto quell’uomo qualunque che si aggirava per le strade di Palermo: Boris Giuliano. Un poliziotto caparbio, un investigatore brillante che ha affrontato la mafia a testa alta, uno di quelli che abbiamo sepolto chiamando eroe, uno di quelli che son morti per noi per noi tutti, pure per chi ancora oggi permette che la storia si ripeta, che la violenza si verifichi, pure per chi non merita un sacrificio, ma forse merita una speranza.
Oggi la Rai lo ricorda e lo racconta. Oggi chi l’ha intravisto sui giornali o sul film di Pif, La mafia uccide solo d’estate,  potrà scoprire chi era davvero Boris Giuliano, cosa ha fatot per noi, non solo per Palermo, per tutti noi; cosa ha lasciato a questo mondo, come ha lavorato per la legalità e per i suoi ideali. Lo ricordiamo così, alla sua premiazione alla quale non ha potuto assistere, perché era ormai finita la sua missione, stroncata, interrotta, passata a chi ha il coraggio di continuarla, lasciata a chi ha il coraggio di ascoltarla:
“Valoroso funzionario di Pubblica Sicurezza, pur consapevole dei pericoli cui andava incontro operando in un ambiente caratterizzato da intensa criminalità, con alto senso del dovere e non comuni doti professionali si prodigava infaticabilmente nella costante e appassionante opera di polizia giudiziaria che portava all’individuazione e all’arresto di pericolosi delinquenti, spesso appartenenti ad organizzazioni mafiose anche a livello internazionale. Assassinato in un vile e proditorio agguato tesogli da un killer, pagava con la vita il suo coraggio e la dedizione ai più alti ideali di giustizia. Palermo, 21 luglio 1979.” [Medaglia d’oro al valor civile, Palermo, 13 maggio 1980]

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