“Ogni fiore è segno d’amore”, chi non ha mai recitato come un mantra questa formuletta magica? Magari chiudendo gli occhi per poi riaprirli, nell’illusione che il regalo della zia Concetta sparisse (spoiler n.1: non sparisce mai, e la zia pretende pure un bacetto, dopo).

Noi tutti sappiamo che a caval donato non si guarda in bocca (quanto sanno essere saggi i proverbi? Un po’ meno saggi siamo noi) e, Natale dopo Natale, ringraziamo a denti stretti meditando di rifugiarci ai Caraibi, l’anno prossimo. Spoiler n.2: puntualmente ci ricadremo, attirati dalla promessa di facili abbuffate e sfide all’ultimo sangue a tombola.

Questo articolo rischia di diventare cattivello, perciò se già vi sentite tutti più buoni forse è meglio salutarci e chiuderlo qui.


D’accordo, ne deduco che tu stia proseguendo la lettura: responsabilità tua.

Internet gronda di articoli sul regalo perfetto (un giretto in rete, ogni tanto, no?), sui regali migliori, su cosa regalare a Natale, ma oggi io voglio parlarti di cosa non regalare.

Eccoti quindi il breviario gratuito sui peggiori regali di Natale. Se sei in un centro commerciale e il dubbio ti assale, oppure se vuoi fare un dispetto a quella serpe di tua suocera, apri l’articolo: ti verrà in soccorso.

Il regalo da donna-di-casa: tu e il tuo fidanzato, o tuo marito, convivete da anni, ormai. Si presume che voi un frullatore ce lo abbiate (indizio: si trova nell’armadietto a prendere polvere da quella volta in cui hai fatto un centrifugato di kiwi e carote, il lavandino ha gradito, se ricordi bene) ma ecco che ti viene regalato. Perché tu sei donna e per tua natura i piccoli elettrodomestici, il profuma ambienti e gli strofinacci devono essere la tua passione numero uno. Accanto a te, lui gongola per aver ricevuto dagli stessi parenti l’ultimo gioco della Playstation, quello introvabile, o un automatico Philip Watch. A casa farete i conti. Forse lo obbligherai a bere il centrifugato che Saw scansati proprio.

Il regalo “Lavati!”: è il terzo Natale di fila che zia Assunta ti regala il bagnoschiuma alla lavanda senza siliconi e parabeni abbinato allo shampoo. Ti allontani quindi dalla scena, con la discrezione che ti contraddistingue, per annusarti le ascelle. Non si sa mai. Il sospetto comunque ti viene.

Il regalo di buon auspicio: quel porta pillole smaltato tanto carino casomai dovessi ammalarti? O ancora, che ne pensi di un trattamento anti-caduta per lui? Davvero devo commentare?

Il regalo-ninnolo: tra maggio e ottobre abbiamo partecipato a ben cinque matrimoni e ci siamo già portati a casa oggettistica varia ed eventuale. Quanto ancora la dobbiamo stipare quella vetrinetta?

Il regalo “Dimagrisci!”: se c’è una cosa di cui sei assolutamente certa è che i parenti ti vedono ingrassata. La zia già stava per intavolare con te una conversazione su questo argomento, però poi si è ricordata di avere incartato per te l’ultimo libro di Dukan e quindi ha desistito. Spoiler n.3: le tartine, il cotechino e le lasagne ti andranno di traverso.

Il regalo da freddo polare artico: pile, pigiami pesanti, maglioni di lana grossa… Saranno anche comodi, ma quand’è che hai comunicato agli zii che saresti partito per la Groenlandia?

Il regalo ripetitivo: io me li immagino, i parenti al centro commerciale. Arrivano tutti insieme in pullman e poi si dicono “Dividiamoci” come nei peggiori horror e ti regalano venti smalti tutti uguali, dieci mascara che per finirli ci vogliono cinque vite e ti toccherà truccare te stessa, le tue amiche e le vicine. E quindici pile tutti dello stesso colore. Mettersi d’accordo no?

Il regalo riciclato: lo sai che è riciclato perché glielo avevi regalato l’anno prima e a tua cognata non è neanche venuto in mente di cambiare la carta. Chapeau.

Il regalo intimo: c’è un motivo se lo chiamano intimo, forse è perché dovrebbe restare nella sfera privata? A tua cugina poco importa: ti regala un completino Victoria’s secret col perizoma più sottile del filo interdentale Oral B davanti a mamma, papà, nonno, zie e zii acquisiti e cuginetti seienni.

Il regalo terrificante: la bambola di porcellana che sembra rianimarsi se solo ti volti un attimo, per poi tornare a un’espressione angelica da damina dell’ottocento. La testa di un orso bruno decapitato malamente in cima alle pantofole, con gli occhi tristi che sembrano seguirti ovunque vada (forse perché ce le hai ai piedi?). Sono regali che accompagnerai nel secchio dell’indifferenziata già alla fine del Baccarà. 

Il regalo non personalizzato: i libri a chi non ama leggere e che faranno la fine dei fermacarte, le palette di ombretti alla ragazza acqua e sapone, la maglia che “te l’ho presa di questo colore perché non te l’ho mai visto indossare”. Indovina perché non me lo hai mai visto indossare. Ecco, bravo. Vedi che, piano piano, ci arrivi?

Il regalo a tema Natale: fiocchi di neve, palle di neve, castello della regina delle nevi, marito della regina delle nevi con fiocco di neve sulla

  testa, Neve il cane del nonno di Heidi. Basta.

E poi, ultimo ma non meno importante, Il regalo della misura sbagliata: la cover per l’iPhone X quando il tuo telefono è un Huawei, o il golfino taglia xs quando tu hai palesemente il fisico di Ashley Graham? Non è che niente niente, zitta zitta, zia Caterina si è messa d’accordo con la zia Assunta per la combo col libro di Dukan? Vale anche al contrario, taglia xl per una s. Si sa che la nonna ti vede sciupato.

Alla fine della fiera, ciò che davvero conta non sono i regali ma stare insieme. (L’ultima postilla l’ho aggiunta per non farmi togliere il saluto dai miei familiari.)

Buon Natale a tutti.

Alessia Garbo

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