Siamo stati alla proiezione al cinema di Chiara Ferragni – Unposted, il docufilm sull’influencer Italiana più famosa al mondo, sperando in un qualcosa che non si è visto. 

Cosa ci aspettavamo da Chiara Ferragni – Unposted? Di sicuro non quello che abbiamo visto – forse un pochino, ma non in maniera così preponderante – e alla fine del documentario, anche durante la visione a dire il vero, ci siamo chieste più volte: “Ma cosa abbiamo visto?”.  Dormendoci su una notte, le idee sono più chiare e definite, in assoluto accordo con la critica che ha bocciato il docufilm alla Mostra del Cinema di Venezia.

Chiara Ferragni – Unposted non è altro che una celebrazione publicitaria.

Chiara Ferragni - UnpostedChiara Ferragni è la protagonista della pellicola e da tale si autoracconta per quasi la totalità del documentario. Si autocelebra, e Unposted non risulta altro che una lunga storia su Instagram, il social dove l’influencer conta più di 17 milioni di follower. Come suggerisce il titolo del docufilm, l’intento doveva essere quello di proporre uno spaccato di realtà inedito della vita della nota influencer, senza filtri e finzione, anche tramite il contributo dei filmini familiari girati dalla mamma Marina, tuttavia quello a cui abbiamo assistito è l’esatto contrario. 

L’influencer, definita da Forbes “la più importante al mondo”, non si è affatto liberata del personaggio costruito in dieci anni, post dopo post. Ha voluto anzi esaltarlo in ogni modo, anche con la complicità di giornalisti e dei nomi noti della moda che hanno rilasciato, esclusivamente, commenti adulatori. Per non parlare delle fans, persino in lacrime, che hanno avuto per la beniamina ovvie parole di ammirazione e che si atteggiano alla sua maniera, imitandola, per scattare un selfie insieme a Chiara. 

Non c’è critica e non c’è contraddizione, tanto che ogni cosa, immagine e dichiarazione di chicchessia perde di veridicità.

La Chiara Ferragni raccontata nel docufilm non sembra nemmeno umana, ma quantomai distante da noi. Inarrivabile, imperscrutabile, inattaccabile sul suo piedistallo con una schiera di persone ai suoi piedi pronte a fare di tutto per lei: c’erano tre persone ai suoi servigi per girare una semplice storia su Instagram!

Tra sorrisi e occhi lucidi, Chiara Ferragni detta legge su tutto e non si lascia mai veramente andare, non davanti alle telecamere quantomeno. Istruisce il marito persino su cosa dovesse dirle nel momento in cui le avrebbe sollevato il velo all’altare. (Fedez comunque è stato l’unica nota positiva/allegra della pellicola, il solo a dimostrare la spontaneità che alla moglie evidentemente manca e a strappare qualche sorriso). Così come si preoccupa di piangere in modo carino, qualora dovesse emozionarsi durante il rito delle nozze. E, cosa ancora più inquietante, almeno per me, parla a se stessa e di se stessa in terza persona, rivolgendosi a “la Chiara che vorrei”. 

Una perfezione a tutti i costi da farla apparire robotica. Un’elevazione del personaggio al tal punto che qualcuno, in sala, si è chiesto ad alta voce dove fosse l’aureola, perché le mancava giusto quella! 

In Chiara Ferragni- Unposted, in barba all’intento che traspare dal titolo, tutto è progettato a furor di spettatori.  Una recita continua e nulla di spontaneo. Gli spunti di riflessione ci sono, ma sono minimi e devi scovarli con il lanternino sotto una fitta patina di puro narcisismo. Un peccato che una tale occasione sia stata sprecata in questo modo, sono certa che con un approfondimento meno pilotato dalla protagonista stessa – abituata a controllare ogni aspetto della sua vita – e l’inserimento di alcune voci fuori dal coro si sarebbe arrivati a un prodotto di qualità. Qualcosa che potesse risultare interessante per una fetta di pubblico più vasta, e non rivolto solamente ai suoi follower.

Viene da chiedersi per quale motivo Chiara Ferragni – Unposted sia stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove per ovvie ragioni ha suscitato le critiche anche decisamente ostili dei critici cinematografici. 

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