Quante cose possono accadere “Di notte, sul mare”? Francesca Schirru, alla prima esperienza per la regia, ha scelto questo luogo così suggestivo, magico ed espressivo che contrasta con la periferia. Una storia raccontata in esclusiva da Rai Play dal 29 aprile.

Il mare ha sempre ispirato poeti, pittori, scrittori e artisti in generale. È quel luogo di magia ed espressione ma anche di mistero e paura. Sarà forse questo binomio, l’esistenza di sentimenti tanto uniti quanto contrapposti a regalare il fascino attrattivo a questa immensa distesa di acqua. Tante cose possono accadere qui, “Di notte, sul mare”, segreti che si contrappongono alla pace della terra ferma. È proprio questa la contrapposizione da cui parte Francesca Schirru per il suo esordio alla regia. Coadiuvata da giovani attori e da nomi già noti come quello di Domenico Fortunato, la regista romana sbarca sulla piattaforma Rai Play il 29 aprile. Ed è proprio in occasione di questo debutto che noi di TrattoRosa.it abbiamo avuto modo di partecipare alla conferenza online di presentazione del film.

Parliamo di presentazione, ma forse non è il termine più consono.

“Di notte, sul mare” ha infatti avuto un battesimo di tutto rispetto con la presentazione al Bif&st Bari International Film Festival, una delle poche manifestazioni cinematografiche che ha avuto modo di svolgersi in presenza nel periodo estivo prima che questa nuova chiusura ci costringesse a vivere il cinema in modo diverso.

In occasione dello sbarco del film di Francesca Schirru, però, Altre Storie e Apulia Film Commission hanno realizzato una collaborazione con il liceo “Tito Livio” di Martina Francain provincia di Taranto, per consentire ad un gruppo di giovani studenti il ritorno al cinema prima delle riaperture ufficiali. Sono infatti stati loro i più attivi alla conferenza, quelli che con accesa curiosità hanno richiesto dettagli e significati di cui questi 32 minuti di film è pieno. In fondo Rai Play è proprio la piattaforma dei giovani, quindi quali migliori testimonial se non i giovani stessi?

Ma andiamo con ordine e parliamo del film di esordio di Francesca Schirru.

“Di notte, sul mare” è il primo film di un progetto più ampio iniziato da Altre Storie, “I baby del cinema”, che prevede appunto l’esordio di giovani registi di talento dando loro più spazio dei soliti 12 del cortometraggio ai quali siamo abituati. In fondo è possibile raccontare tanto anche in 40 minuti creando così l’opportunità di approcciarsi ad un mondo cinematografico più ampio come si presenta quello dei 120 minuti. Ma attenzione, perché non si tratta di un nuovo modo di fare cinema. Quello del film breve deve essere vista solo come una palestra in quanto, per citare lo stesso Cesare Fragnelli, produttore del film, “il cinema è un racconto per immagine con una tradizione lunga 100 anni che deve essere rispettata”.

E Francesca Schirru non poteva che avere una palestra più attrezzata. Non solo produzioni conosciute, ma anche la partecipazione per l’aiuto regia e la recitazione di Domenico Fortunato, nome conosciuto del palinsesto cinematografico e che ha contribuito anche qui alla riuscita del film.

Quella con Domenico Fortunato non è la prima collaborazione della regista.  Nel suo esordio “Di notte, sul mare” gli dona un ruolo che forse potremmo definire scomodo.

Ritorna infatti qui il binomio ispirato dal mare in quanto l’attore interpreta Nunzio, un malavitoso senza scrupoli, disposto a tutto per ottenere ciò che vuole. Ma apparentemente una persona rispettabile e onesta, sofferente per la perdita prematura di un figlio. A lui si contrappone la dolcezza e la tenacia della figlia Monica, colei che lotta per i propri sogni e il proprio amore, che non rinuncia alla presenza di Mattia nella sua vita nonostante la pressione paterna.

Un gioco di silenzi, parole non dette e soprattutto sguardi quelli su cui punta Francesca Schirru.

È il mare a fare da sfondo. Il suono delle onde che parla per i due protagonisti innamorati che lottano per sopravvivere in un paese dove sembra non esserci via di fuga, dove sembra che il futuro sia già scritto. È proprio con questi silenzi che la regista vuole “gridare” il coraggio. Le opportunità per realizzare un futuro diverso e la forza di cui solo una ragazza come Monica può essere consapevole.

Se “Di notte, sul mare” riesce a raccontare tanto è merito anche del cast, non solo il già citato Domenico Fortunato, ma anche Arianna Gambaccini, che con il suo ruolo di madre guida il giovane figlio verso la scelta più giusta per il suo futuro, e i giovani Arianna Curri e Nicolas Orzello che dimostrano la loro professionalità esprimendo attraverso lo sguardo molto più di quanto non avrebbero potuto fare con una parola.

Sono loro ad aver colpito particolarmente i giovani del liceo “Tito Livio”, perché in fondo è anche a loro che è dedicato il film. Al coraggio che in realtà conservano ma non hanno ancora espresso per timore o, perché no, pigrizia. In questo senso il ritorno al cinema prima della visione esclusiva su Rai Play si dimostra un’opportunità per aprire la mente verso nuovi orizzonti, non solo conoscitivi ma anche lavorativi inserendosi anche in un progetto di orientamento lavorativo voluto proprio da Cesare Fragnelli, ex studente come la giovane Arianna Curri, di questo liceo.

Una conferenza stampa ricca di emozioni, proprio come quelle che Francesca Schirru trasmette nel suo primo film, motivo per cui non potevamo che approfondire con lei qualche altro aspetto  e soprattuto le sensazioni che si provano all’esordio. Trovate QUI la nostra intervista.

Fabiola Criscuolo.

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