Per chi ama guardare film, spesso, ciò che conta è l’attore principale o, al massimo, il compositore della colonna sonora. Per chi ama il cinema, ciò che conta è tutto quello che ha permesso la realizzazione del film.

I registi sono tra quel “tutto quello che”. Spesso, insieme alla fotografia, sono i primi a raffiorare nelle bocche dei cinefili quando c’è da recensire un film. Oggi questa linea di demarcazione tra cinefili e non va sfumando. Da un lato l’arte del cinema sta spopolando come passione approfondita. Dall’altro spopola anche una voglia di saper parlare di tutto anche quando non si conosce l’abc delle cose. Quindi i registi iniziano ad essere considerati anche da chi ieri notava solo il fisico dell’attrice; la fotografia anche da chi non sa quale ruolo ricopra all’interno di un film, per non parlare del “piano sequenze”.

Questa presa di consapevolezza, però, che sia davvero consapevole o meno, ha dato spazio anche ai registi. I loro nomi sono più spesso citati e se ieri spopolavano solo gli attori, questi oggi fanno un passo indietro per dare merito a chi ha girato tutto. Chissà se domani anche a chi scrive la sceneggiatura verranno riconosciuti i meriti. Spesso coincidono con i registi, ma talvolta no e restano spesso nell’angolo basso dei titolo di coda.

Ciò quindi ha permesso ai registi di essere acclamati e riconosciuti per il loro indispensabile e affascinante lavoro.

Roman Polanski rappresenta perfettamente questa categoria. Un regista oserei dire di nicchia, che si dedica a film complessi, affascinanti, poco adatti ad una serata leggera tra risa e pop corn. Eppure, proprio per questo senso di ricercatezza, ha riempito le bocche di tanti neocinefili. Tra i film che ricordiamo: Venere in pelliccia (tratto dal romanzo di Leopold von Sacher-Masoch), Il pianista, Chinatown.

Come non citare Woody Allen? Non si tratta solo di uno strambo regista che gira film strambi e allegri. Basta sbirciare nella sua filmografia per trovare nomi come Manhattan e Io e Annie, oltre a commedie brillanti quanto interessanti come “Basta che funzioni”.

Sicuramente Paolo Sorrentino non può mancare in questa lista. Amato o odiato, ma è un destino di molti. I più hanno iniziato a seguirlo da “La grande bellezza” ma non era né il primo né l’ultimo. Da quel film, come del resto lui stesso, amato e odiato, ha iniziato una grande produzione. Grande, almeno, quantitativamente parlando.

Hayao Miyazaki. Chi? Un regista d’animazione, forse il più grande della storia dei registi di animazione! Avete mai sentito parlare di “La principessa Mononoke” e “La città incantata”? Bene. È proprio lui.

Finiamo la nostra lista con l’intramontabile Steven Spielberg. Se siete appassionati di cinema non potete non conoscerlo e con lui almeno un buon 90% dei suoi film! Un regista acclamato ancor prima che la conoscenza dei registi andasse di moda. Un artista che sa restare vivo e attuale. Davvero dobbiamo citarvi qualche film? Per Spielberg non credo serva.

Scegliete un film per regista e guardateli per essere aggiornati sui registi più acclamati del momento!

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