Il Re Leone, il remake, è approdato al cinema da cinque giorni e non si parla d’altro. Atteso da moltissimi produce incassi da capogiro, ma avrà accontentato le aspettative? I pareri in giro per il web sono discordanti, se siete curiosi di conoscere la mia opinione continuate a leggere l’articolo: 

“Il passato può far male. Ma a mio modo di vedere, dal passato puoi scappare… Oppure imparare qualcosa”.

Il Re LeoneBello quando in una recensione non devo temere spoiler. È questo il caso: oggi vi parlerò de Il Re leone, nelle sale italiane dal 21 agosto.

La trama de Il Re Leone nuovamente prodotto dalla Walt Disney Picture è presto detta: Tradito dallo zio che ha ordito un terribile complotto per prendere il potere, il piccolo Simba, leoncino figlio del Re della foresta, affronta il proprio destino nel cuore della savana.

Tre generazioni al cinema, magari anche di più. I piccolissimi, i ragazzi e i nostalgici come me. Chi ha visto il classico del ‘94 non può esimersi. E forse, anzi, quasi sicuramente, è il più coinvolto. Tra i trentenni non ho visto un solo occhio asciutto. Chi di noi è riuscito a perdonare il tradimento peggiore della storia? Scar che uccide Mufasa… Io di certo no.

Le atmosfere sin dall’inizio sono quelle che ricordavo, anche se la voce di Ivana Spagna che canta Il cerchio della vita mi è mancata moltissimo. Però esiste un rimedio per questo: rivedere l’originale.

Le licenze che questo film si è preso rispetto al classico sono davvero poche e minime, e poi a una grafica tanto perfetta perdoneremmo tutto. Ne ho apprezzata una in particolare, visti i tempi che corrono. Nel momento in cui Pumbaa lotta contro le iene che lo apostrofano come maiale, lui ribatte dicendo che accetta tutto “ma non chi bullizza”. Nell’originale, invece, li correggeva dicendo “Dovete chiamarmi signor Maiale”. Non so voi, ma io ho preferito questa seconda versione. Quella che ho gradito meno è la frequenza con cui Rafiki usa il suo iconico bastone, più raramente, paragonato al classico del ‘94.

La colonna sonora è stata curata ancora da Hans Zimmer e, non so voi, ma io avevo il magone non appena sentivo la theme song che preannunciava qualcosa di terribilmente drammatico. Nel complesso però mi pare che chi potrà guardare Il Re Leone in lingua originale sarà più fortunato. Stiamo parlando di Beyoncé ed Elton John, mica pizza e fichi.

Elisa comunque nel ruolo di Nala se l’è cavata egregiamente, a parer mio. Mengoni in quello di Simba un po’ meno. È stato un colpo sentire di punto in bianco la sua voce doppiare il giovane leone. Luca Ward (Mufasa) epico come sempre.

E voi? Siete andati a vedere Il Re Leone? Fate parte della generazione dei nostalgici o dei neofiti? Avete apprezzato il doppiaggio italiano? Scrivetemelo nei commenti.   

Alessia Garbo