“Fratelli miei, fratelli di condanna”

La paranza dei bambini è, dopo Gomorra e ZeroZeroZero, il terzo romanzo di Roberto Saviano. Pubblicato nel 2016 vede ora nuova luce al Cinema sotto la regia di Claudio Giovannesi! Esce mercoledì 13 febbraio nelle sale cinematografiche, a raccontare una fetta di Italia che qualcuno non conosce, altri ignorano volutamente.

Non è nuovo a questi tipi di racconto Roberto Saviano e insieme a lui il regista, Claudio Giovannesi che pare particolarmente sensibile ai più giovani. In Alì ha gli occhi azzurri e Fiore ha già dato voce alle periferie, agli emarginati e adesso, con una collaborazione non nuova, racconta la Paranza dei bambini.

Occhi puntati sui più giovani, nati e cresciuti non su una strada ma dentro. Immersi, assuefatti in un meccanismo che li comprende. I ragazzi sono pronti a tutto. A sparare, a sentirsi forti con la violenza, a non dire mai di no, a rubare, a uccidere. Tutto pur di dimostrare e ottenere potere.

Sono scelte che neppure si avvertono. Condizioni di spontanea delinquenza riempiono le giornate di ragazzi, bambini, che alla prima occasione non riescono a nascondere il loro lato più umano. L’amore entra nelle vite di tutti. La dolcezza non volta le spalle a nessuno. Ed è così che da un trailer eloquente si vedono immagini contrastanti di violenza gratuità e innocenza adolescenziale, di prepotenza e del più delicato innamoramento.

Ma cosa prevale? In un meccanismo impazzito, privo di morale, di regole, di gerarchia. Loro sono nati pronti a tutto. Loro sono pronti a tutti.

La paranza dei bambini è un film forte che viene da un libro altrettanto forte perché racconta della vita quotidiana di emarginati della società. Uomini, ragazzi, bambini, nati dove la norma è il crimine, ma dove neppure il crimine sa essere una norma. Luoghi che lasciano terreno fertile ad una fetta di Italia che è nata là dove un fiore cresce, ma tra mille spine, nate forse solo per la colpa di esser cresciuto per imitazione, in mezzo a tante altre spine.

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