Da “Radiofreccia” a “Da zero a dieci”, un giro molto lungo fino ad arrivare a “Made in Italy”. Luciano Ligabue oggi può dirsi non “un cantante che un giorno ha fatto due film” ma, nel suo piccolo, se questo aggettivo gli si può attribuire, un cantautore, un musicista, un regista.

Affezionato, pare, a Stefano Accorsi, che torna a recitare per lui, quasi in un prolungamento mentale di quel melanconico e tormentato “Radiofreccia”. Un moto d’animo che accomuna i due film ma che ne fa senz’altro due produzioni differenti, per sceneggiatura e immagini.

Luciano Ligabue non è il “tuttofare” dello showbusiness di oggi. Non freme dalla premura di fare, produrre, vendere, pur di fare, produrre, vendere. Pesa le idee, aspetta e fa passare tanti anni dal secondo al terzo film pur di contare qualche capello bianco in più e farlo cadere sulla pellicola.

Una saggezza forse sempre appartenuta ma che fa il giro largo e torna con la pazienza di chi sa che per fare il giro dell’Italia ci vuole tempo. Perché c’è da assaggiare un paese, una storia, una vita.

Made in Italy si presenta come una dichiarazione d’amore allo stivale ma anche alla vita, al movimento e mai alla stasi.

“Ci vuole un niente a farsi piacere lo status quo” dice Riko, il protagonista del film, interpretato da Stefano Accorsi. Un uomo con un lavoro precario, un futuro precario, una vita precaria, che decide di dare una svolta alla sua vita.

Tema abusato? Forse. Ma vanno pesati i risultati, non solo gli intenti. Perché a cambiare ciò che sta oltre l’uguale, nel cinema, nella musica, nell’arte, non è una soluzione matematica, ma la poesia e le intuizioni che si mettono dentro.

Luciano Ligabue si è tuffato un’altra volta in questa impresa. Per tanti, con i soldi, non ci vuole un granché a fare un film. Io dico che scrivere una sceneggiatura sia già una cosa non da tutti. Ma Luciano Ligabue non è nuovo a questo. Scrive canzoni, libri, film. E anche se fosse vero, se bastassero i soldi a fare un film qualunque, vederlo e pesarlo farà la differenza.

Buona visione,

Alessia

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