Cosa accade se si mettono nello stesso film nomi come Jannifer Aniston, Julia Roberts, Kate Hudson e Jason Sudeikis? Sicuramente una locandina allettante, un biglietto da visita promettente per un film dal nome già inequivocabile.

moderbannerMother’s Day debutta oggi, giovedì 23 giugno, nelle sale cinematografiche italiane. Letteralmente, La festa della mamma, è un titolo che nella storia del cinema appare per la quarta volta, ma la chiave di lettura è sempre diversa. Il più recente, uscito nel 2010 è un film horror, ben distante dai toni brillanti e leggeri della commedia che si intravede da un trailer eccezionalmente laconico. Già, perché mentre i trailer generalmente tendono a rivelare la maggior parte della trama, togliendo la curiosità allo spettatore della risposta tanto agognata alla domanda sempre presente Come andrà a finire? questo trailer non fa neppure generare la domanda. Durante questo breve minuto e mezzo di immagini, infatti, non succede assolutamente nulla! Vengono presentati molto sommariamente dei personaggi, più le loro vite che i loro caratteri essenziali. Una mamma single, una presentatrice televisiva, una donna che non vede mai la madre, una ragazza che si rivela essere figlia della presentatrice televisiva (forse l’unico colpo di scena svelato già nel trailer) e un papà single, orribilmente definito “super mammo”, come se non bastasse la definizione “papà single”. (adesso i papà single non sono più papà, sono mammi, anzi SUPER mammi!) Il tema sembra interessante. Forse ridondante ma c’è sempre qualcosa da dire, perché il rapporto genitori figli è molto complesso, mai scontato. Richiede intelligenza e delicatezza per saperlo affrontare. Ma non siamo in un salotto. Saremo al cinema a vedere un film che dovrà avere necessariamente un inizio, uno sviluppo e una conclusione, che potrebbe essere aperta, chiusa, indefinita, ma deve arrivare da un percorso, da un raggionamento e perché no? Da una trama! (Magari!)
Vi do appuntamento al cinema a scoprire insieme se si tratterà dell’ennesimo film privo di contenuto ma pieno di grandi nomi e grandi volti o di una pellicola ben studiata, ben girata e che oltre ad un paio d’ore in allegria, sappia rendere onore al tema tanto delicato e tanto compromettente che è quello del rapporto genitore-figlio, con le sue contraddizioni, le sue difficoltà e la sua infinita e deliziosa complessità.

Alessia Di Maria

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