Di danza e di musica si è parlato in saggi e romanzi, operette e pellicole cinematografiche, lunghe o corte. Sempre loro come protagonisti e spesso da simili punti di vista.

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C’è una ragazza, un sogno da realizzare e c’è una scuola nella quale entrare. Il ragazzo non può mancare, che sia musicista o ballerino non importa, lui neppure ci spera. Vive nell’ombra e balla o suona per pura passione. Lo fa da solo, senza applausi o grandi complimenti eppure merita più di chi dentro alle scuole ci sta da anni e ha già speso lacrime e sudore. Lei con i piedi insanguinati, lui a coprire la sua ombra pesante. Appartengono a mondi diversi, lontani, finché avviene il fatidico incontro e non si può più tornare indietro. Iniziano a sognare insieme, a valorizzarsi vicendevolmente e a credere l’uno nell’altra. Lo schema di base è quello. Save the last dance, Stap up e adesso New York Academy. Che siano simili o uguali, che siano accompagnati sempre dalla stessa tematica, però, quando c’è danza e quando c’è musica, è difficile riuscire a non essere travolti. Si intravedono già dal trailer, le solite difficoltà, gli stessi problemi che si ripetono, eppure ogni volta ci appassionano come fossero nuovi. In tante abbiamo sognato guardando alla tv le ballerine in punta di piedi, in tante abbiamo tentato di ripetere quei bellissimi passi di danza dei film più emozionanti e ancora oggi ci emozioniamo all’ennesima pellicola piena di musica e ballerini. Il film, New York Academy, sarà al cinema dal 18 agosto. Giusto in tempo per riprendersi dal ferragosto e poi andare al cinema a godere di un film dove sognare è un dovere. I sogni condivisi sono potenti, soprattutto quando sanno unirsi magistralmente tra la musica e la danza. Dalla Romania verso il mondo che sa sognare sull’amore che compone la musica che muove il mondo a passi di danza.

Alessia Di Maria

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