Esce oggi, 8 giugno 2017, una commedia divertente e dalle note romantiche, ma non mancano riflessioni più sottili.

Cosa fareste, voi, con una sala prenotata, duecento invitati alle vostre nozze, tutto ben organizzato nel dettaglio, ma, all’improvviso, senza marito? Questa è la premessa, una storia che ha del surreale, anche se non accade troppo di rado nella vita di tutti i giorni! Il surreale vero, però, arriva alla risposta del “Cosa farà la protagonista, Michal, trentenne ebrea ortodossa, trovata in questa situazione? “

“Piangerà” direte voi. “Si chiuderà in camera e non uscirà per giorni” o ancora “prenderà tutti i soldi dei regali e si farà un bel viaggio”. No. Michal decide di cercare un marito in 22 giorni. Non vuole sprecare tutta l’organizzazione. Ci si domanda che fine fa l’amore, in tutto questo. Forse, più che un’analisi sul mondo ebreo ortodosso, che poi è il fine del film, si riesce più facilmente a fare una riflessione sull’importanza dell’amore nel fatidico “sì”. Perché qualche volta, sembra quasi un elemento superfluo.

Ci ragiona anche Michal, che all’ennesimo appuntamento, esasperata, dice di voler trovare l’amore, di essere stanca di rincorrere qualcosa di astratto, ma di voler sentire sensazioni profonde, vere, autentiche. Eppure continua a cercare di fretta un marito!

Qui la trama si confonde: è una ricerca dell’amore o  ricerca di un sostituto per le nozze? L’amore, quello che Michal dice di cercare, va oltre i giorni, le scadenze, la fretta di una sala prenotata. L’amore che dice di cercare manderebbe all’aria i confetti e la torta, le corone di fiori e l’abito da sogno. Non per sempre, ma solo per rimandarlo, per dargli tempo, per dargli aria.

Mi domando. Michal lo sa? Il film si carica di riflessioni interessanti, ma si perderà nell’esasperazione della comicità e in una conclusione eccessivamente da favola o troverà la coerenza in un finale inaspettato?

Come sempre, possiamo scoprirlo solo in un modo… andando al cinema!

Ma intanto, voi, cosa fareste?

Alessia

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