“Ma dimmelo: come fate voialtri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna… una casa… una terra che sia la vostra… un paesaggio da guardare… un modo di morire… Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è! Ma non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla a quella enormità? Solo a pensarla… a viverla!”

Recita così il pianista di Novecento, il romanzo di Baricco, pensando al vasto mondo che si trova davanti, al timido tentativo di lasciare la sua nave, rassicurante e finita. Si pone un quesito che oggi mi pongo con voi “Come si fa a scegliere?” Ma soprattutto “Perché scegliere?”.

Richmond, Virginia, USA --- Multi-ethnic children dressed in Halloween costumes --- Image by © Ariel Skelley/Blend Images/Corbis
Richmond, Virginia, USA — Multi-ethnic children dressed in Halloween costumes — Image by © Ariel Skelley/Blend Images/Corbis

Fazioni. Ci dividiamo necessariamente in fazioni. Come se fosse necessario stare da una parte o dall’altra, per il sì o per il no, per il “non si fa” o per il “è assolutamente giusto farlo”. E ci definiamo in queste fazioni perché dire sì o no, ormai, si porta dietro delle scelte mai fatte, ma che per quella mania di classificare e dividere diventano quasi ovvie, sottintese. Allora si arranca pur di esser coerenti dentro a quella fazione precisa. Ma… è necessario? Lo è perché è comunemente concepito così, l’esprimere pareri, giudizi, desideri, in un periodo storico in cui una forse eccessiva libertà di espressione definisce dei profili, palesa i pensieri e ne fa lotte tra gruppi di idee.

Halloween sì o Halloween no? Perché deve necessariamente esserci una risposta? Perché ciascuno di noi deve necessariamente avere un’opinione su tutto? Potremmo semplicemente divertirci come ci va di fare, scegliere liberamente senza implicazioni più profonde, indossare una maschera un giorno o indossarla tutto l’anno. Non è più una guerra tra cristiani e pagani; è diventata una lotta tra “chi ama le tradizioni proprie e chi quelle tradizioni non le sente sue”; bianco o nero. Da un estremo all’altro! Perché se si dice quel fatidico “sì” si diventa “influenzabili da culture esterne, bestie di satana, incapaci di apprezzare la propria identità” se si dice “no” si diventa “bigotti, conservatori, ignoranti”.

Perciò, potremmo fare un piccolo sforzo. Ogni tanto, dieci minuti al giorno, dimenticare quel malsano e continuo bisogno di schierarsi, di appartenere ad una fazione e convincere gli altri e se stessi delle proprie ragioni; scegliere liberamente, senza necessariamente spiegare agli altri ogni cosa. Vivere serenamente in un mondo in cui non esistono fazioni ma infiniti modi di pensare e di scegliere e accettare quella libertà perché sì, capirla non è sempre facile, ma accettarla è uno sforzo che possiamo far tutti.

Buon halloween a tutti! A chi lo ama, a chi lo detesta e a chi è tanto preso dai suoi impegni, libero nelle sue scelte, che se non ci fossero le città addobbate neppure se ne ricorderebbe.

Alessia Di Maria

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