Questa sera andrà in onda l’attesa finale di Hell’s Kitchen Italia, e noi abbiamo avuto il piacere di poter rivolgere qualche domanda a colui che è stato il concorrente più estroso, nonché vincitore della seconda edizione. Stiamo parlando, chiaramente, di Mirko Ronzoni e della sua cucina anticonformista che ha conquistato Carlo Cracco e non solo. 

Da due anni, Mirko, è tornato al programma che lo ha reso noto, ma da Sous Chef della squadra Blu. Dopo la vittoria  ha ricoperto il ruolo di Executive Chef al ristorante di Hell’s Kitchen al Forte Village Resort in Sardegna, ha preso parte a molti dei più famosi eventi culinari e ha un progetto per il 2018 del quale ci parla nell’intervista che segue. 

 

A che età hai iniziato a pensare che il tuo futuro potesse essere la cucina? Hai trovato ispirazione nel tuo nucleo familiare, o seguendo un grande chef? Magari entrambe le cose.

Tutto nacque ad un corso di cucina fatto in terza elementare in un centro ricreativo per ragazzi diversamente abili, lì l’ispirazione. Adoravo mettere le mani in pasta, sentire i profumi e creare. In famiglia nessuno fa il mio lavoro, quindi un po’ di paura c’era nell’affrontare una scuola lontana da casa e in un settore che richiede tantissimo sacrificio, ma l’amore ha prevalso!!!

La partecipazione a Hell’s Kitchen ti ha reso noto al grande pubblico. Com’è stato cucinare sotto allo sguardo attento di Chef Carlo Cracco? Nell’immediato com’è cambiata la tua vita dopo la vittoria? Lo avevi creduto possibile al momento dell’iscrizione al programma?

Carlo, (Cracco) ti mette sempre in soggezione, un grandissimo professionista, molto silenzioso a volte, e con lo sguardo dice tutto. Sicuramente da concorrente mi ha turbato non poco, ora conoscendolo ho imparato a prenderlo e a volte ad assecondarlo (hehehe). Dopo il programma si sono aperte tantissime opportunità, non tutte positive, alcune da filtrare, ma tanto fermento che tiene super attiva la mia vita lavorativa.

Uno chef creativo e anticonformista, così ti sei definito fin dal principio. Puoi spiegarci qual è, dunque, la tua idea di cucina?  Cosa reputi che sia realmente creativo e originale?

Sì, nella cucina come nella vita sono un creativo ed un anticonformista, la mia cucina è contaminata dal mondo, da come mi sento e da ciò che sogno, in un piatto metto tutto ciò. La cucina creativa attuale per me deve essere tradizionale ma con tecniche attuali e con influenze internazionali, tutto qui.

Come nasce un nuovo piatto nella cucina di Chef Mirko Ronzoni? Lo immagini, crei uno schizzo come farebbe un pittore, o cos’altro?

Di solito nasce su carta. Nonostante sia un utilizzatore folle del Mac, mi piace abbozzare sul foglio quello che ho in testa, fisso tutti gli elementi del piatto e poi ci abbino le diverse grammature con le preparazioni. Un piatto deve essere bilanciato, bello e gustoso.

I tuoi piatti sono indubbiamente la manifestazione della tua forte personalità, ma se ti chiedessi di pensare a te come a un alimento cosa saresti? Quale ingrediente sarebbe in grado, da solo, di rappresentare ogni sfaccettatura di Mirko Ronzoni? 

Quasi impassibile descrivermi o rappresentarmi con un solo ingrediente, il bello di un piatto è che con più ingredienti si da forma a qualcosa di pazzesco. Se posso descrivermi con un piatto: Fusillone integrale, ragù di gambero, nduja e menta, uno degli ultimi creati.

Comfort zone, ognuno di noi ne ha una. Qual è, in questo caso, il tuo comfort food? Il piatto che ami cucinare e che ti fa sentire a casa.

Il piatto che adoro fare e mangiare è il risotto, difficile trovarlo all’estero però. Quindi, quando non sono in Italia, ripiego sul panino, soprattutto da street food tradizionale. Li adoro!

Qual è, invece, il piatto o l’alimento che non porteresti mai in tavola. Esiste qualcosa che non incontra i tuoi gusti e che, per questo, non inseriresti mai in una tua ricetta?

Da professionista tendo a fare di tutto nella mia cucina, uno dei pochi ingredienti che non mi piace è il fegato, quindi difficilmente lo cucino e lo inserirei in un mio menù.

Cosa non può mancare, a livello di attrezzature, nella cucina di Mirko Ronzoni?

Sicuramente un ottimo forno trivalente, ovvero statico e con vapore, perfetto per cotture tradizionali ma anche per le nuove cotture sottovuoto e bassa temperatura.

Anche quest’anno ti rivediamo al timone della squadra blu di Hell’s Kitchen, questo è il secondo anno, che effetto fa tornare davanti a quei fornelli, ma ricomprendo un ruolo diverso?

È sempre un emozione incredibile tornare in quello studio, rivedo e riprovo le sensazioni della mia permanenza a HK, ormai con Sybil ci capiamo con uno sguardo, mi diverto sempre tanto e vedo che i fans del programma mi richiamano e sostengono tantissimo sui social, quindi vi aspetto tutti stasera alle 21.15 su SkyUno.

Prima di salutarci siamo curiose di sapere quali sono i tuoi progetti futuri. C’è qualcosa di nuovo che bolle in pentola? In cucina o in Tv?

Come avete potuto vedere non mi fermo mai, ci sono tante idee che sono sul tavolo, mi sto occupando di parecchie consulenze ristorative, ho iniziato una collaborazione come tutor a “Detto Fatto” su Rai2 e ho un idea di ristorante che potrebbe prendere vita a metà del  2018, staremo a vedere!

Non ci resta che attendere le prossime novità, perciò #Staytuned 😉

Sito ufficiale di Mirko Ronzoni

Intervista a cura di Valentina Pacini e Cinzia La Commare

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2 Comments on “Intervista a Mirko Ronzoni: “L’amore per la cucina ha prevalso”.”

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