Bob Dylan ha detto sì… però non può. Scoppiato l’ennesimo scandalo! Certo, far nascere una polemica sui social e sui mass-media non è proprio difficile. Gli ingredienti possono variare ma nella maggior parte dei casi basta un personaggio noto e una sua scelta.

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Inevitabilmente nasceranno delle fazioni. Chi è per il sì, chi è per il no; chi lo appoggia, chi lo biasima; chi non gli avrebbe neppure dato la possibilità di scelta e chi, invece, avrebbe considerato assolutamente corretta qualunque sua decisione. Le fazioni, in fondo, non sono importanti per i loro contenuti, bensì per le posizioni. Basta sceglierne una, aggrapparsi a quella e difenderla scimmiottando le doti di un grande sofista. Forse, Dante, vivendo sino ad ora, avrebbe dovuto togliere il girone degli Ignavi. Chi, oggi, non si schiera, non si esprime, non sceglie? Il peccato si è capovolto e ora, quei piccoli signor tentenna sono diventati colori, fazioni, schieramenti, spesso privi di intelletto. Come fosse il gioco della sedia. Ci si affanna a raggiungere una posizione e a difenderla come fosse propria. E così i social ne sonoi primi testimoni! Bob Dylan ha rifiutato l’invito a ritirare il premio Nobel, pur accettandolo, a suo dire, con gioia. Degli impegni gli impediscono di andarci e, dopo la grande polemica su “Nobel giusto” o “Nobel sbagliato” nasce questa: “Dylan fa bene” o “Dylan fa male”. Persino grandi nomi si sono scomodati dalla riservatezza e dal silenzio, risparmiato per gli affari propri, e hanno giudicato il suo comportamento. Verdone ha affermato “questo esibizionismo da rockstar nostalgica della beat generation, scorbutica e asociale oggi non regge più.“. Lecito, forse, rimanere interdetti dall’affermazione di Bob Dylan. Comprensibile, sicuramente, chiedersi il perché, ma a noi, che avremmo fatto la strada a piedi da Bagheria, da Ravenna o da Peio pur di prendere quel fantastico premio Nobel, a noi resterà solo un commento tra amici, un giudizio affrettato, una lezione sull’essere rockstar. A noi ci resterà la possibilità di immaginare i motivi che possano spingere una persona, prima che artista, come Bob Dylan a declinare l’invito con quella che pare una scusa evidente, alla stregua di “non posso uscire, devo farmi lo shampoo.” Che ci resta di un’opinione espressa al mondo se poi Bob Dylan, intento a farsi lo shampoo, nemmeno la legge? Lui il Nobel l’ha vinto e noi siamo qui a scrivere di lui che ha troppi impegni per sapere di noi.

Alessia Di Maria

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