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Inizio pericolante di una notte degli Oscar che mette gli animi Hollywoodiani in estremo fermento!

Perché dopo i soliti dibattiti sulle nomination e la questione “Di Caprio”, arriva una scottante verità che muove la rabbia di tanti attori e registi neri e non solo. Sembra già assurdo dover fare ancora nel 2016 distinzione tra due uomini sulla base del colore della pelle, ma quando per due anni consecutivi non arriva neppure una nomination agli oscar per un attore o un regista dalla pelle nera le polemiche non sono affatto biasimabili.

Parte Spike Lee lanciando l’hashtag #OscarsSoWhite e dichiarando di voler boicottare la cerimonia del 28 febbraio; a lui si aggiunge la moglie dell’attore americano Will Smith, Jada Pinkett Smith che lancia un video trasmesso sui social dove espone la sua posizione. Ma non sono i soli.
Persino il conduttore della serata, Chris Rock, ha palesato un certo malessere nei confronti di questa scomoda coincidenza, definendo gli Oscar “la versione bianca dei Bet Awards”.
La protesta è stata lanciata in un giorno simbolico: il 18 gennaio, la data di nascita di Martin Luther King. E chi meglio di lui può ricordarci le battaglie sofferte ed in fine teoricamente vinte ma forse ancora nel pieno della loro più dura lotta. Non si riservano dal fare commenti tanti attori e altri personaggi dello spettacolo che di certo non possono ignorare la faccenda. Interviene anche Danny De Vito che ha chiamato l’America “a buch of racists”.

Non poteva certo mancare almeno una dichiarazione da parte di Cheryl Boone Isaacs, presidentessa dell’Academy of Nation Pictures Arts and Science, che si è detta contenta per chi ha meritato la nomination ma frustrata e amareggiata per quanto emerso. Non si è limitata solo alle parole, naturalmente, e dopo aver promesso cambiamenti e una modifica del set up dei membri ha già mandato comunicazione di decisioni che vedranno un progressivo svecchiamento dei membri, auticando un incremento di donne e persone appartenenti a diverse etnie.

Qualche volta anche i social sanno esser usati bene e si riesce a muovere la coscienza, le abitudini e persino a rimediare a qualche piccola o grande ingiustizia. Se ogni tanto qualcosa cambia è perché qualcuno ha il coraggio di parlare.

Chissà se gli Oscar 2016 hanno da riservarci altre interessanti, speriamo meno spiacevoli, novità.

Alessia Di Maria

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