È arrivata. La tanto attesta notte degli Oscar è arrivata ed già passata. Ci ha tenuto svegli, ad orari impossibili, ma è un appuntamento importante, immancabile. I grandi attori stranieri, così lontani, dentro ai grandi schermi, diventano umani per una notte. Uomini e donne comuni dentro ad abiti straordinari ed emozioni umane. Questa edizione era particolarmente attesa, persino da chi non lo vive come un appuntamento fisso. Da un lato l’esito del fenomeno sociale di Di Caprio,  che l’ha visto protagonista in un’attesa estenuante e lo vedrà ancora protagonista per tanto, tra i social annoiati, dall’altro gli italiani avevano un grande e importantissimo motivo per star svegli davanti alla tv. Perché oltre all’Oscar come migliore attore protagonista di Leonardo Di Caprio, all’Oscar come migliore attrice protagonista di Brie Larson, all’Oscar come migliore attrice non protagonista di Alicia Vikander, un premio in particolare ci riempie il cuore di gioia ed orgoglio: l’Oscar come migliore colonna sonora al originalmaestro indiscusso Ennio Morricone.

Una standing ovation ha accolto il compositore sul palco, emozionatissimo, accompagnato dal figlio. Con un’umiltà grande quanto il suo nome ha avuto subito un pensiero agli altri, ai nominati, a Tarantino al quale attribuisce il merito del suo premio perché “Sono i grandi film che ispirano grandi composizioni” e a sua moglie.
Anche Di Caprio non poteva passar da lì senza un discorso pesante oltre che incisivo. Parlando delle riprese, di quel che è stato necessario per trovare le condizioni climatiche idonee alle scene del film, ha espresso la sua preoccupazione per la ricerca estenuante di neve che li ha condotti al Polo Sud. Ha usato il palco più prestigioso del mondo per lanciare un messaggio, un po’ come i nastri colorati dell’Ariston. “Non diamo per scontato questo pianeta. Io non davo per scontata questa serata.” E a parte l’intento ecologista e sociale, ci sarebbe molto da dire su questa affermazione, dato che ormai era palese fosse lui il vincitore. Eppure in tanti escono dal cappello discorsi su una scelta distante dai meriti effettivi, gli stessi, probabilmente, che riempivano le piattaforme online di discussioni e petizioni sul mancato Oscar di Di Caprio.

Leonardo DiCaprio (Christopher Polk/Getty Images)
Leonardo DiCaprio (Christopher Polk/Getty Images)

C’è sempre qualcosa da dire e un merito da rivendicare; c’è sempre qualcosa da criticare e una lotta da dichiarare. Più che il bisogno di esprimersi, tra il popolo annoiato dei social, c’è un costante bisogno di far polemica e di innalzarsi a critici esperti e pluripremiati in tuttologia. Ma mentre noi stiamo qui a digitare furiosi su una tastiera sudata le nostre perplessità e i nostri pareri fondamentali forse solo a noi stessi, c’è qualcuno dall’altra parte del mondo o a qualche centinaio di chilometri da noi, con una statuetta in mano, che ha chiuso ogni possibile comunicazione con il mondo esterno e si gode tutto, l’affetto, il rancore, la gioia, le critiche che gridano ad una sorda e fiera vittoria.

 

Alessia Di Maria

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