Ci eravamo lasciati con dei buoni propositi: spiegare a Gabriel Garko come ci si comporta sul palco dell’Ariston, trovare un primo vestito decente per Madalina Ghenea, trovare un senso a questa situazione anche se questa situazione un senso non ce l’ha.

Risultato: Garko ridotto a mimetizzarsi tra i bambini per giustificare le sue evidenti mancanze, un primo abito per Madalina che, pur criticato dai più tra i commenti sui social, io ho personalmente apprezzato non poco, e un dubbio, un feroce dubbio che ha assillato la mia serenità nel corso di tutta la serata(o quasi). Che ci faceva Ermal Meta tra le nuove proposte? Che ci faceva lì l’ex cantante dei La Fame di Camilla che con la sua band ha inciso 3 cd, 5 singoli, partecipato al Festival di Sanremo nel 2010? Lo stesso che ha scritto canzoni per Annalisa, Mengoni, Francesca Michielin, Patty Pravo, Giusy Ferreri e Francesco Renga. Stava lì, tra i ragazzi che ancora stanno facendo gavetta mentre lui l’ha già fatta, mentre qualche presunto artista passa dalla corsia preferenziale dei talent e delle conoscenze intime partecipando tra i big pur non essendo conosciuto da nessuno o quasi. Probabilmente questo dubbio non lo scioglierà nessuno ma meriterebbe attenzione e di certo un articolo che distrattamente racconta le suggestioni di una povera pazza alle prese con gli esami all’università non può contenere tutte le domande e le possibili risposte che mi affollano la mente. Quella stessa mente che stasera si è fermata più volte, almeno apparentemente, in un misto di stupore ed emozione che la riempivano talmente tanto da fermare tutto. Per prime forse hanno contribuito al mio fragile stato d’animo le quattro musiciste acrobate(in quale altro modo potrei definirle?). Incredibilmente brave e belle. Chapeau. Inizialmente guardavo la pianista e pensavo “Questa sarà lì per accompagnarle. Non fa niente di eccezionale.” Poi si è rivelata praticamente la più brava tra tutte. Ancora adesso ci penso e mi chiedo come facciano. Sciatere è matri direbbe sempre mia nonna! Inutile spiegarvelo. Vi basterà sapere che è un’espressione palermitana di stupore. Avrei potuto usare un’altra parolina nota a molti  ma non credo sia la sede più adatta!

virginia-raffaele-1-740x330Come era prevedibile, Virginia Raffaele continua a non sbagliare un colpo. Eccezionale. Si muove tra il palco e i personaggi come fosse tutti e nessuna, come fosse nata nei panni della gente, un’attrice, più di Garko che sa interpretare a mala pena il suo ruolo. Poi è arrivato lui. Non conoscevo Ezio Bosso. Lo conoscevano in pochi a quanto pare. E ci siamo persi molto, ma non è mai tardi per recuperare. All’inizio, vederlo seduto, schiavo del suo corpo che si muoveva senza padrone, si notava quella: la sua malattia. E si finisce per identificare e identificarsi in queste cose. Un uomo diventa un orientamento sessuale, una caratteristica fisica, una differenza, una malattia. Poi l’ho sentito parlare e più parlava, più spariva tutto. Era una persona, con la sua interiorità, con la sua autoironia, con il suo spessore che pesava sulle spalle di tutti. E così mi sono sentita io un po’ malata, forse più di lui, che ha capito tanto della sua vita e di quel che lo circonda, che ha raggiunto delle consapevolezze che probabilmente in tanti non raggiungeranno mai. Il Pagelle-seconda-serata-Sanremo-2016-770x554primo dito sulla tastiera del pianoforte ed è subito magia. La musica che gli da ordine, senso, disciplina, definizione, mentre il suo sguardo è pieno di battaglie, lotte, sudore, conquiste, soddisfazioni e  stupore. Come se tutto fosse nuovo, come se nulla potesse esser mai dato per scontato. Una lezione di vita, di cuore e di anima. “La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme” . Sembra ci sia una tematica comune e spontanea per tutti i concorrenti e gli ospiti presenti al festival. “Stare insieme”, chi per un motivo, chi per un altro; chi per umanità, chi per sensibilità; chi per la vita nella sua pienezza, chi per un ideale. Laura Pausini, Ezio Bosso e stasera anche Eros Ramazzotti che si è unito alla manifestazione silente, che ha però rotto con un intervento deciso: “I figli fanno famiglia ed è per questo che è importante questa cosa che tengo tra le mani”, ha detto stringendo i colori della bandiera della pace.

KIDMAN-kx4C-U107072450849dJE-428x240@LaStampa.itConcludiamo con un’apparizione. Un miraggio di classe e bellezza che ha incantato uomini e donne. La bellezza di Nicole Kidman è indiscutibile, ma quando le luci si fanno pungenti, e l’inquadratura si fa invadente ci si accorge che il tempo non si ferma per nessuno, anche se tanti, spesso, tentano invano di rallentarlo, mentre lui senza pietà continua lasciando le sue impronte con più fermezza là dove non viene accolto con rispetto e dignità. Ma Patty Pravo questo forse non l’ha ancora capito.

Stay Tuned!

Alessia Di Maria

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