È arrivato. Prima o poi arriva sempre. Ogni dodici mesi si presenta puntuale a ricordarci che un altro anno è passato e che il tempo scorre senza pietà. Ci costringe a fare il conto dei danni e non sempre la lista ci concede un po’ di spazio per i bei ricordi. E tutto questo tribolarci è alimentato da quel pensiero persistente che riesce a muovere qualcosa dentro allo stomaco che nemmeno le decine di arancine mangiate per Santa Lucia ormai in tutta Italia riescono a fare, e riesce ad insinuare l’odio persino nel cuore più puro, e riesce a far litigare gli amici per ore, per poi far convenir tutti che la scelta migliore è la scelta di sempre. La notte di capodanno, insomma, è sempre un gran bel problema. Da Nord a Sud, da Est a Ovest, i problemi cambiano poco e le soluzioni possibili talvolta non aiutano neppure gli audaci.

C’è chi preferisce stare a casa, con i parenti a giocare tutta la notte con le carte, chi rattoppa la serata con quattro amici e quattro birre, chi ha il villino in campagna libero e improvvisa un party, chi preferisce ballare tutta la notte e dimenticare le preoccupazioni con qualche bicchiere in più. Qualche volta però quei bicchiedi fanno da lente di ingrandimento verso i turbamenti che nascondiamo con cura tutti i giorni, lontano dall’alcol, perché “In vino veritas” e la verità non sempre è ben accetta, per gli altri e per noi stessi. Ognuno ha la sua serata ideale o la sua eccezione agognata. Quella notte, quell’unica notte in tutto un lunghissimo anno, severo e incartato da doveri e tabelle di marcia, così quell’evasione, seppur distruttiva, fine a se stessa, breve o lunga, diventa necessaria. Si evade come si può, e non solo con l’alcol.

12369402_207267492941345_4412244_oIn un paese in cui di rado i teatri riescono ad esser pieni, forse, quell’eccezione potrebbe coincidere con una morbida poltrona rossa, le luci spente di una platea silenziosa e degli artisti impegnati a donarci quell’evasione, mentre loro stessi stanno vivendo la loro. Le occasioni non mancano. In tutta Italia, tra il 31 dicembre e l’1 gennaio si svolgono spettacoli e concerti per chi sceglie ogni tanto un’eccezione vera, o per chi vive il teatro ogni giorno, tutto l’anno e non per le feste o per le prime alle quali sfogiare gli abiti più imbarazzanti.

È chiaro. Non basta l’entusiasmo, in questo mondo servono anche i soldi. Andare a teatro non costa molto ma può diventare un lusso se si parla della notte di capodanno, e soprattutto se parliamo della Scala di Milano, dove dalle 19 del 31 dicembre inizierà il balletto “Cinderella” di Prokof’ev, e al termine del quale i fortunati 350 spettatori brinderanno allo scoccare della mezzanotte nei sontuosi foyer e nei prestigiosi spazi del museo del teatro dove sarà offerto il cenone di Capodanno.

Ma non è solo a Milano che i teatri aprono per l’occasione. Sempre giovedi 31 dicembre, alle 18:00, al Teatro dell’Opera di Roma andrà in scena il balletto Lo Schiaccianoci, e al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia alle 20.30 si terrà uno spettacolo dialettale di Antonio Guidetti e dell’Artemisia Teater: “L’è dimondi dmèi consumer al scherpi che i linsoòl”. Il giorno di capodanno poi, al Teatro Massimo di Palermo, al Vincenzo Bellini di Catania, al Gran Teatro la Fenice di Venezia e in tanti altri teatri sparsi per l’Italia si terrà il tradizionale concerto in occasione del primo giorno dell’anno.

Sognare si può, organizzarsi a pochi giorni dalla ricorrenza un po’ difficile se la scelta ricade su eventi come questi. Forse con un po’ di entusiamo, tanta voglia e altrettanta fortuna l’anno prossimo, prima del party con gli amici o delle giocate a carte, saremo seduti su una morbida poltrona rossa, dentro ad un bel vestito, ad evadere a teatro, immersi in una storia, in una sinfonia o in una danza, piuttosto che in una rumorosa serata come tante a fingere d’esser come tanti.

Alessia Di Maria

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