Grandi e piccini, oggi tutti abbiamo stretto tra le mani un goloso uovo di pasqua racchiuso in una colorata confezione di carta e fiocchi. Ma perché si regalano le uova di cioccolato a Pasqua?

L’uovo che si schiude è simbolo di vita, di rinascita… il simbolo della primavera che risveglia la vita. Ma la tradizione, fin dagli antichi egizi, prevedeva che fosse l’uovo di gallina ad essere portato in dono.
In realtà, l’uovo di pasqua come noi lo intendiamo, ovvero di cioccolato, è “un’invenzione” recente. Ha avuto inizio nel XIX secolo.
C’è chi sostiene che a dare il via alla tradizione dell’uovo di cioccolato sia stato, addirittura, Luigi XIV, altri lo attribuiscono all’America. L’unica cosa certa è che l’usanza di donarsi uova di cioccolato è attestata tra Germania e Francia ai primi dell’800, quando però le uova erano di cioccolato pieno.

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Come sono arrivate in commercio le uova di cioccolato:

L’avvio della produzione in serie di uova di cioccolato di John Cadbury è datata 1875, pochi anni dopo l’avvio della vendita di massa di scatole di cioccolatini (1868).

L’aggiunta, al suo interno, di un regalo è stata la molla che ha fatto incrementare la popolarità dell’uovo di pasqua in ambito commerciale. Fino a qualche decennio fa, era compito dei maestri cioccolatai creare le uova di pasqua, ma recentemente con l’aumentare della richiesta, si è reso necessario un processo di tipo industriale. Certo, le uova artigianali, decorate a mano, restano pregiate, ma la loro diffusione è nettamente inferiore rispetto a quelle commerciali.
Adesso è anche possibile optare per differenti tipi di cioccolata, sempre più soggetta ad inchieste di marketing, come quella di soia, quella aromatizzata alla frutta, quella al peperoncino e tanti altri tipi, oltre ovviamente al classico binomio fondente – al latte.

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In alcune aree del mondo, però, la vera tradizione non è ancora stata persa e all’uovo di cioccolata viene ancora preferito quello classico della gallina; in modo particolare gli ortodossi, che vedono nell’uovo di cioccolata l’immagine di una mera strumentalizzazione consumistica della Pasqua.
La tradizione italiana prevede il consumo dell’uovo di cioccolato dopo il pranzo, anche se ora la forte influenza commerciale ha anticipato i tempi di diverse settimane.

Cinzia La  Commare

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