riassunto-prima-puntata-festival-di-sanremo-2016-300x160Un Festival di Sanremo che inizia con Starman di David Bowie è di certo un Festival che inizia con il piede giusto. Soprattutto per noi, appassionati di musica che ogni anno ci piantiamo davanti alla televisione in attesa di qualche canzone decente. L’excursus delle canzoni vincitrici nei precedenti sessantacinque anni (circa il triplo della mia età!) non è stato da meno! Suggestivo perché non solo si è visto lo spaccato di una società in evoluzione, con sound, abiti e voci differenti, alzando il festival a documento prezioso del nostro paese, ma anche estremamente interessante nei dettagli tecnici dei festival precedenti: inquadrature fisse, playback, studi televisivi grandi quanto il soggiorno di casa mia. Cose, insomma, che oggi sono del tutto impensabili. È stato come guardare un film antico (Qualcuno direbbe vecchio. Io imparo da mia nonna e lo chiamo antico!) e saper apprezzarne i contenuti pur notando modalità di esecuzione del tutto obsolete. Ad ogni modo mi ha tenuta piantata davanti alla tv per quei primi minuti di attesa, cantando quasi tutte le canzoni vincitrici fino ad oggi. Canzoni eterne, probabilmente. Canzoni nate quarant’anni prima di me e che conosco come mi avessero cullato e allietato il sonno da bambina. Così, finite le canzoni, mentre ancora canticchiavo Starman, il Festival è iniziato all’improvviso con la prima canzone. “Di già?” pensiero comune a casa. Perché in fondo, pur essendo il Festival della canzone italiana, Il Festival di Sanremo non è solo questo. È musica, moda, spettacolo, cinema, varietà! Ma si chiama così. “Festival della canzone italiana”. In fondo, dunque, iniziare subito con la gara non era proprio una scelta infelice. Forse lo è stata per Lorenzo Fragola però!

A lui l’arduo compito di aprire le danze! Emozionato lo era. E chi non lo sarebbe? Ma non se l’è cavata malissimo, a parte il fatto che mi distraevano le sue labbra esageratamente rosse; sembrava avesse il rossetto!( Sembrava! Non lo aveva mica…) In ogni caso, subito dopo aver visto per mia sfortuna il primo abito della serata di Madalina Ghenea, la melodia della canzone stava iniziando ad assillarmi la testa, finché non è arrivata lei… Noemi non ha bisogno d’esser giustificata per l’emozione perché lei è una che l’emozione la usa come arma. La mescola con le note e ne fa armonia. Se poi si aggiungono gocce di parole scritte da Masini il risultato è eccezionale.

Le canzoni del Festival generalmente le ascolto la prima volta e mi dicono poco, la seconda volta diventano interessanti e la terza mi piacciono un po’. Con questa è stato amore a primo ascolto. L’entusiasmo mi ha fatto pensare “sarà la canzone più bella del festival”. Sì, lo so. Era solo la seconda. Ma io ho sempre avuto fretta nella vita. Saranno pure le basse aspettative che solitamente accompagnano il Festival o l’entusiasmo per la canzone. Dopo aver ascoltato Giovanni Caccamo e Deborah Iurato mi sono ricordata dei nomi importanti presenti quest’anno. Giuliano Sangiorgi poteva mai scrivere una sciocchezza per Sanremo? E non solo lui. I due “ragazzini” (non tanto per età quanto per esperienze Sanremesi) se la sono cavata egregiamente. Anche se in tanti sui social hanno già eletto la vincitrice del Festival. Non sono solo io ad avere fretta! Signori e signori the winner is… Laura Pausini. laura-pausini-ospite-sanremo-2016Elegante, genuina, spontanea e immersa in una vasca di commozione ed entusiasmo dalla quale evidentemente non riesce ad uscire sin dalla tenera età. La bellezza di crescere e restare giovani dona una ricchezza altrimenti ineguagliabile. Ne è stato esempio lei, l’ospite novantanovenne e il trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Eppure l’esibizione di Laura Pausini non è stata la cosa che più mi è piaciuta. Quel che ho più apprezzato è stata una manifestazione silente. Una di quelle per le quali non serve neppure proferir parola, ma bastano i colori di uno splendido arcobaleno. Ne è stata portavoce Laura Pausini con le parole e timidamente Noemi, Arisa, i sanremo-2016-pagella-prima-serata-660x361Bluvertigo, Ruggeri, Irene Fornaciari, con il potere dei colori e della pace per la quale “dovremmo difenderci, non separarci.” Si temeva tanto Elton John e invece lui con una classe incredibile ha mantenuto le promesse ed ha parlato solo di musica e del suo impegno sul sociale. Un piccolo accenno al suo essere padre. Ma chi, con la gioia di essere genitore, non porterebbe ovunque questo pensiero? Un po’ come i mariti che salutano le mogli, o le cantanti che salutano le mamme. L’affetto è comune a tutti e spetta di diritto a tutti. Ma poi, riflettendoci, se fossi una cantante, ospite in un programma televisivo di un paese in cui i diritti delle donne non sono riconosciuti io forse qualche parolina la spenderei. Invece lui si è limitato a rispondere alle domande e a fare quello per cui è amato da tutti: la musica.

Chiuse le parentesi delle unioni civili, tra una canzone e l’altra le risate non sono certo mancate! Una Virginia Raffaele divertentissima, che non ha evitato espliciti commenti sulle polemiche legate all’omosessualità di Elton John, ci ha fatto divertire un po’ tutti o quantomeno dimenticare le smorfie insopportabili del valletto presunto attore. 0209_233952_sanremo2016-diretta-prima-serataChi glielo spiega che tirare fuori la lingua mentre si parla è una cosa maleducata e priva di buon gusto? Chi glielo spiega che facendo l’attore (teoricamente) dovrebbe tenere gli spazi, saper stare in piedi, memorizzare le quattro cose che deve dire, non dondolare e strattonare Carlo Conti come un ragazzino del ghetto? Ma facciamo che erano un po’ tutti emozionati. Sanremo di certo non è un intimo set televisivo o un palco in un bar di provincia. In conclusione. Chissà perché ma ho sempre provato un certo fastidio per i cantanti agghindati a festa con anelli e collane d’oro che scimmiottano rime sulla disoccupazione e sulla disperazione quotidiana di chi quell’oro se lo sarebbe già venduto da un pezzo.

A domani!

Perché Sanremo è Sanremo!

Alessia Di Maria.

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