Santa Lucia il giorno più corto che ci sia! Così recita l’antico proverbio, eppure, nonostante la brevità della giornata… si mangia tanto! Da nord a sud sono tanti i piatti tipici che riempiono le tavole il 13 dicembre.

Santa Lucia fu una martire cristiana. Dalle leggende legate alla sua persona provengono nomi e forme delle pietanze che si gustano il 13 dicembre in tutto lo stivale! Una storia che inizia tantissimo tempo fa, addirittura nei periodo romano, attorno al 300 d.C.

Santa Lucia: la storia del martirio

Per capire il senso della tradizione è necessario conoscere la sua storia. Lucia era una semplice ragazza, appartenente a una famiglia benestante e promessa in sposa ad un giovane nobile. Sin dalla tenera età iniziò il cammino del cristianesimo, nonostante le persecuzioni dell’epoca verso chi ne seguiva il credo.

Una brutta malattia colpì la madre così Lucia decise di chiedere la grazia a Sant’Agata. In seguito alle sue preghiere la madre guarì così la giovane decise di dare i suoi voti e di donare tutti i suoi averi ai poveri. La scelta della castità impediva il matrimonio promesso con il giovane il quale, non accettando la sua scelta, provò a farla desistere, dicendole che non avrebbe potuto vivere senza i suoi occhi. Lucia così se li strappò consegnandoli al promesso sposo, il quale, non ottenendo ciò che voleva, la denunciò come cristiana.

Santa Lucia
Lacabon

La giovane venne dunque arrestata e torturata ma resisteva a tutte le vessazioni subite. La leggenda narra che fu messa al rogo ma ne uscì incolume e infine fu decapitata. Questo l’ha resa la protettrice della vista, oltre che degli innamorati e dei bambini. A tal proposito, dunque, molti dolci e piatti tipici assumono, seppur vagamente, la forma di occhi! Come i biscotti all’anice in Abruzzo e i biscocchi in Sardegna. Il nome, per l’appunto, è formato dalle due parole biscotti e occhi.

In Veneto prevale la protezione degli amanti, è dunque usanza da parte dei fidanzati donare il mandorlato alle fidanzate! Invece in Piemonte bastoncini di miele e zucchero, i lacabon, vengono mangiati da grandi e piccini, mentre in Trentino un dolce fatto di Pane, frutta secca e frutta candita, lo zelten,  riempie le tavole e scalda per il rigido inverno!

Santa Lucia
Zelten

In Puglia torna la vaga forma degli occhi  ma interpretati come dei taralli e si chiamano proprio Occhi si Santa Lucia.

Al Sud la leggenda che sta alla base della tradizione è un po’ più recente.

Siamo nel 1646 quando una grave carestia colpisce la città di Palermo. Proprio il giorno in cui si venera la Santa però una nave ricca di grano arrivò al porto della città salvando tanti cittadini affamati. Così a Salerno viene cotto il grano insieme a tredici differenti tipologie di legumi, mentre in Sicilia non viene mangiato alcun tipo di cibo prodotto con farina di grano e sono dunque banditi pasta e pane! Tipico piatto della giornata sono le arancine, insieme alle panelle e i cazzilli (le crocché) e all’immancabile grattò (gateau di patate).

Santa Lucia
Arancine

Un’eccezione, in Sicilia, riguarda la cuccìa, composta da grano bollito e condita con ricotta e cioccolato. A Santa Lucia un chicco di cuccia!

Infine concludiamo con un altro detto che riguarda la suddetta festività, augurandovi un inverno pieno di calorie, di dolci e tavole piene, sperando che ciò non guasti  mai la vostra salute: Da Santa Lucia il freddo si mette in via. Scaldiamoci con qualche buona pietanza e prepariamoci all’inverno nel migliore dei modi!

Buone vacanze,

Alessia Di Maria

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4 Comments on “Santa Lucia: i piatti tipici da nord a sud”

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