Dopo oltre 77 anni dal rastrellamento del cosiddetto “Sabato nero” che portò all’Olocausto di migliaia di ebrei italiani, il regista Giulio Base firma il suo ultimo lavoro “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma”, in esclusiva su Rai Play nel Giorno della Memoria.

All’alba del 16 ottobre 1943 i nazisti entrarono nel ghetto di Roma e rastrellarono quasi 2000 ebrei, di cui più di 200 erano bambini. Molti riuscirono a fuggire alla furia dei tedeschi e trovarono riparo negli istituti religiosi che davano loro assistenza. Ma anche qui non sempre erano al sicuro, c’era sempre qualche fascista che, conosciuta la loro collocazione, denunciava l’accaduto.

Cosa sia successo a quelle persone è facilmente intuibile: molti di loro non sopravvissero all’Olocausto, tante famiglie sono state sterminate, diversi bambini hanno perso i genitori. E tutto perché si credeva nella supremazia di una razza.

Per fortuna c’è da sempre chi lotta per ricordare, come il regista Giulio Base che, nel Giorno della Memoria di quest’anno, 27 gennaio 2021, riporta alla luce quei drammatici eventi con il suo film “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma”.

In previsione della prima assoluta su “Rai Play”, noi di Tratto Rosa siamo stati invitati alla conferenza stampa, inusuale rispetto a quelle a cui siamo abituati, perché svoltasi online come imposto da questa pandemia, ma non per questo meno toccante. Alla presenza dei membri della piattaforma Rai Play e delle produzioni Rai Cinema, Altre Storie e Clipper Media, abbiamo potuto conoscere l’origine di questa sceneggiatura, il regista e parte del cast di questo emozionante lungometraggio.

Il cielo stellato sopra il ghetto di Roma

Una conferenza stampa, è importante dirlo, incentrata sulla memoria di Israel Cesare Moscati, colui che ha dato vita a quest’idea. Volto amato della comunità ebraica, Israel ha dedicato la sua vita alla memoria, cercando di raccontare l’Olocausto sempre al presente e mai al passato. Perché il Giorno della Memoria ha senso solo se visto come lotta continua per non dimenticare ciò che è stato.

È in questa direzione che si sviluppa l’idea di base del film “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma”, che racconta la Shoa in una veste nuova. Un film di giovani per i giovani, questa era l’idea di Israel ripresa e raccontata da Giulio Base. Ed è per questo che la messa in onda su una piattaforma nuova e giovanile come lo è “Rai Play” rappresenta una svolta nel panorama cinematografico italiano permettendo la visione di quello che doveva essere un film dedicato alle sale cinamatografiche.

Abbiamo appreso che non è stato facile portare avanti un’idea come questa, voluta e sentita però da tutti, al punto da supportare il regista ebreo nella sua ricerca attraverso anche laboratori con i giovani che, con le loro esperienze e i loro pensieri, hanno dato modo a lui e a Giulio Base di capire quale dovesse essere lo stampo da dare al film.

Anche il supporto della comunità ebraica di Roma e di Ruth Dureghello è stato importante, così come quello del dottor Claudio Procaccia, direttore del Dipartimento di Cultura Ebraica impegnato nella ricerca della documentazione di quella terribile pagina della storia mondiale. A lui è stato reso omaggio attraverso la figura di Volterra, interpretato da Domenico Fortunato che, legato da una profonda amicizia con Israel Cesare Moscati, non ha potuto non vedere il suo come un compito morale per ricordare ai più giovani.

Il cielo stellato sopra il ghetto di Roma

Gli stessi giovani attori protagonisti del film hanno espresso profonda gratitudine per essere stati parte integrante di questo progetto, che gli ha permesso di apprendere una cultura antica e unita come quella ebraica che ha saputo sopravvivere in un momento così difficile. Quello che ora sperano, con il lancio del film , è  riuscire a coinvolgere più persone possibili perché ciò che è stato non si ripeta. Come ha precisato lo stesso Giulio Base, “Non parliamo di una calamità naturale come un terremoto, un’alluvione o una pandemia come quella che stiamo vivendo, ma di un’atrocità commessa da uomini con il supporto di altri uomini. Per questo essere trasmessi su una rete del servizio pubblico è ancora più importante.”.

Con la sua sceneggiatura il regista Giulio Base ha cercato di trasmettere agli spettatori questa crudeltà, vista come un incubo dove luci e suoni sono assenti, proprio per sottolineare la freddezza di quei momenti. Non è stato facile raccontare quelle giornate ed è per questo che l’aiuto della comunità ebraica, che li ha accolti a braccia aperte, si è rivelata di fondamentale importanza. Ma gli aspetti da approfondire erano davvero tanti, e abbiamo potuto farlo con lo stesso regista in un’intervista che trovate QUI.

Il cielo stellato sopra il ghetto di RomaIL FILM: Il passato si intreccia col presente: il ritrovamento di una lettera contenente una misteriosa fotografia ingiallita che ritrae una bambina porterà un gruppo di giovani studenti alla ricerca della verità.

Cercando di svelare il mistero che si cela dietro la foto, i ragazzi affrontano un viaggio attraverso la memoria di un passato doloroso e difficile da dimenticare come quello del rastrellamento del quartiere ebraico di Roma. E pur appartenendo a confessioni religiose diverse, provano a trasformarlo nell’occasione per una riflessione collettiva camminando insieme nel loro primo impegno esistenziale, personale, culturale.

 

 

 

Fabiola Criscuolo

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