Quando l’autunno è ormai inoltrato  iniziamo, inevitabilmente, a respirare profumi che hanno il magico potere di scaldare il cuore.

Legna che arde scoppiettando nei camini. Foglie umide, muschio e funghi nei boschi, castagne arrostite. La nebbia, dissolvendosi, rivela borghi che sembrano galleggiare sopra di essa, sospesi in un tempo indefinito. Passeggiando nel silenzio, ascoltando solo i nostri passi, i pensieri si fanno dolci ispiratori e la magia inizia. Dove vi ho portati? Nell’antico borgo di Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, Sufficientemente vicina al lago di Bolsena e ad Orvieto, altra località che, se non lo avete ancora fatto, vi invito a visitare per farvi rapire dalla maestosità del suo Duomo. Ma torniamo al nostro piccolo e magico borgo. 

Sentirete definire Civita di Bagnoregio: “la città che muore”, questo a causa della precarietà  del terreno in continua erosione sul quale sorge.  

Accederemo al borgo attraversando un ponte che lo collega alla stessa Bagnoregio.. Il ponte è in salita, ma noi lo dobbiamo percorrere lentamente, assaporando la bellezza della vallata sottostante, quindi non temete.

 Gli etruschi vollero abitare questi luoghi, difendendoli ed amandoli. Il panorama è  davvero mozzafiato. Boschi vestiti di oro e bronzo, come si conviene ad ogni languido  autunno che si rispetti. Non abbiate fretta. Prendetevi tutto il tempo che volete per riempirvi gli occhi con i colori di questa vallata. Il piccolo borgo è quasi disabitato a causa della fragilità del terreno ma ci sono artisti che lo hanno scelto come rifugio ispiratore. 

Ogni stradina vi sorprenderà, regalandovi uno scorcio diverso dello stesso panorama dorato che avete gustato dal ponte di accesso al borgo.

La chiesa di san Donato, alcuni palazzi signorili e la porta di Santa Maria, con i due leoni che tengono tra le zampe una testa umana, raccontano di una civita medievale, pronta a difendersi dagli invasori, orgogliosa e superba. La sera il curatissimo borgo si illumina di perimetrali luci calde che lo rendono un gioiello d’ambra nell’oscurità della valle. 

Nel periodo natalizio il tempo si ferma e la civita diventa scenario incantevole di un presepe vivente; in questa occasione i fuochi arricchiscono la notte e rendono il borgo ancora più magico e visibile da lontano. Non stupisce che questi luoghi siano stati scelti dal cinema italiano per ambientare alcune scene di film importanti, due esempi per tutti: “i due colonnelli” e “Pinocchio”. 

Civita di Bagnoregio, con la sua fragilità, è splendida in ogni periodo dell’anno. Il languido autunno e il periodo natalizio, sono quelli che maggiormente rendono giustizia ad uno dei patrimoni più suggestivi e incantati d’Italia. Godetevi questa visita con la lentezza che merita e po con l’anima colma di bellezza dedicatevi ad un altro piacere, quello del buon vino e del buon cibo che, vi garantisco, non vi deluderanno!

Buon viaggio sognatori!!
Alla prossima.

Barbara Giuliano.

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One Comment on “Civita di Bagnoregio, fragile bellezza.”

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