Un’altra pellicola di Giovanni Veronesi: oggi, giovedì 23 marzo, esce al cinema “Non è un paese per giovani”.

A quanti di noi è mai passata per la testa la folle idea di lasciare tutto e partire? A tanti. Solo per pensarci, anche solo per un tenero momento di audacia fine a se stessa. Magari a letto, quando si può rimandare tutto a domani, o in un momento di sconforto, di assenza di stimoli, sognando che magari, altrove si possa realizzare anche quel che non riusciamo neppure a sognare. E spesso resta questo: niente di più che un sogno, in un progettare infantile. “Un giorno farò una follia“… e se fosse questo, il “giorno”?

Rimandiamo qualcosa che potremmo progettare per davvero, come fanno Luciano e Sandro, i due protagonisti di Non è un paese per giovani. Non si vogliono accontentare.  Vogliono imparare a sognare ad occhi aperti e così Sandro, con un sogno nel cassetto che lo vedrebbe scrittore, accoglie la proposta di Luciano: aprire un ristorante a Cuba, con il wifi. Sembra una follia, lo sembrerebbe per tutti, eppure loro lo fanno. “Ma è un film”, diranno in molti a questo punto, ma non è fantascienza. Gli audaci esistono anche nella vita vera.

Audaci o incoscienti? L’importante non è solo il modo in cui si parte, ma quel che si vive una volta arrivato lì. E questo, il film, lo racconta, con l’incontro di una complessa Nora, ragazza italiana espatriata da tempo a Cuba, che insieme al suo incantevole paese, permetterà ai ragazzi di intraprendere un viaggio che non si conta solo in chilometri.

I viaggi ti cambiano, ma spesso cambiano anche i progetti e le motivazioni. Spesso invece di permetterti di scappare, ti fanno tornare sui tuoi passi, ti permettono di avvicinarti alla tua vita, dalla quale vorresti solo fuggire.

Una storia interessante, avvincente, profonda. Non da divorare, come vuol fare Luciano, ma da assaggiare, gustare e capire.

Buona visione e buon viaggio.

Alessia Di Maria

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