L’ultimo guardiano ai confini della terra. Indicato convenzionalmente come il punto più meridionale del Sudamerica, Capo Horn fa parte di un arcipelago di settantamila chilometri quadrati diviso tra Argentina e Cile e attraversato dallo Stretto di Magellano.

Scoperto nel 1520, Capo Horn è rimasto per secoli l’unico passaggio possibile tra oceani. Almeno fino alla creazione del Canale di Suez.
Si trova nelle acque territoriali del Cile e la sua Marina è rappresentata dal guardiano del faro che vi abita con la sua famiglia.

Un luogo sospeso tra passato e futuro, letteralmente ai confini del mondo, temuto per molti secoli dai navigatori che tentavano si avvicinarsi; un mito con quel suo misterioso fascino fatto di ghiaccio blu e animali giganti, doppiato per la prima volta solo 400 anni fa e fautore di catastrofici naufragi per migliaia di anni.

Come raggiungere Capo Horn: 

La Ventus Australis è l’unica nave autorizzata a solcare questo tratto fatto di fiordi, mare e infinito. Inizia tutto al porto di Ushuaia, alla fine del mondo, dove ci si imbarca per una delle esperienze più uniche della vita. Preparatevi a giorni intensi, ricchi di emozione.

La prima cosa che catturerà il vostro sguardo sarà il canale di Drake, dove ottocento navi si sono schiantate e diecimila marinai hanno perso la vita nei secoli passati. Le vittime sono state censite dalla compagnia Cap Horn Au Long Cours, creata a Saint-Malo da capitani che hanno doppiato molte volte queste acque. Per ricordare gli annegati, in questo tratto di mare vi è anche un monumento inaugurato il 5 dicembre 1992; per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America.

La maggior parte delle isole in questo arcipelago è rimasta senza nome.  Tra queste, soltanto la Isla Grande, Isla Dawson e Isla Navarino sono abitate. Il resto sono terre disabitate e inesplorate.

Vento permettendo, potrete sbarcare all’isola Magdalena, dove vive una delle diciassette specie di pinguini censiti sulla Terra, oppure scalare il bosco magellanico e subartico che costeggia il Ghiacciaio Garibaldi.

E ancora lo sbarco al Ghiacciaio Pia e quello dell’Águila, vi lasceranno senza parole poiché il fronte gelato non appare mai bianco ma assume le tonalità dell’azzurro intenso, quasi blu, per via della pressione che il ghiaccio esercita su se stesso liberando ossigeno. Il Ghiacciaio Águila si trova al centro del Fiordo De Agostini, soprannominato così per via del prete salesiano, Alberto Maria De Agostini, che lo scoprì nel 1913. Sulla riva, la meraviglia vi attende, tra muschi e licheni, potrete ammirare il granchio gigante della Patagonia.

Dimenticate tutto ciò che avete visto fin’ora, i confini del mondo attendono solo voi.

Beatrice Ferrari. 

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