Con l’arrivo dell’ autunno è venuto il momento di scoprire l’altro volto della Sicilia: quello fatto di storia e gioielli nascosti.

Oggi vi porterò a Siracusa, la terra di Archimede, ma non vi farò fare un giro tra le rovine greche, vi farò lasciare alle spalle il teatro, tutt’ora meravigliosa cornice di rappresentazioni classiche, vi farò uscire dall’orecchio di Dionisio, la cui misteriosa acustica vi avrà fatto percepire anche il minimo sussurro; attraverserete con me il ponte Umberto I per entrare nell’isola di Ortigia, la città vecchia, vi prenderò per mano e ci immergeremo nel silenzio dei vicoli della Giudecca, l’antico quartiere ebraico della città.

Fino al 1492 qui pulsava il cuore commerciale di Siracusa.

Piccole botteghe artigiane, una sinagoga (ora chiesa di San Giovannello), case bianche addossate le une alle altre in un dedalo di vicoli pronti a condurvi fino al mare: un lampo di energia azzurra che, dopo la penombra dei vicoli, vi sorprenderà come l’abbraccio di un buon amico, arrivato all’improvviso per farvi un’improvvisata.

Abbiamo iniziato un viaggio nel tempo, andando indietro di almeno 600 anni, per poter entrare nello spirito giusto ed apprezzare, nella sua totalità, il gioiello che stiamo per scoprire. Siamo arrivati davanti all’edificio che oggi ospita un elegante albergo, una costruzione che, nelle sue fondamenta, nasconde un cuore magico, ricco di storia e tradizioni: un antico bagno ebraico, il Mikveh, luogo di purificazione fondamentale nella cultura religiosa del popolo che lo costruì, per poi nasconderlo, durante le persecuzioni del 1492 da parte del regno di Spagna, agli occhi di chi, in quell’anno, decise di allontanare o far convertire con la forza, chiunque fosse di fede ebraica.

Ma il tempo è galantuomo e, durante i lavori di ristrutturazione del palazzo, gli scavi riportarono alla luce l’antico bagno, i suoi fantasmi e la sua storia. Venite con me…entriamo.

Una luce fioca vi accompagnerà lungo una scala stretta, al termine della quale si apre una stanza sotterranea con grandi vasche scavate nella roccia ed altre, più piccole e appartate, riservate alle autorità come il Rabbino o mercanti facoltosi, nascoste negli angoli. La stanza è fresca e addolcita da luci tenui e soffuse che vi daranno la sensazione di trovarvi in questo luogo quando era ancora al colmo della sua attività; dopo tutto vi avevo promesso un viaggio nel tempo no? Seduti sulla pietra e cullati dal lieve gocciolio dell’acqua, vi sembrerà di udire le risa soffocate delle donne mentre, con un bagno purificatore, danno il benvenuto ad una giovinetta diventata donna. Da una vasca appartata immaginerete di udire le chiacchiere degli uomini, durante la purificazione nel corso di alcune festività e ancora, un po’ più in là, saranno le voci festose che accompagnano una sposa al bagno rituale prima delle nozze, a farvi compagnia. Ma ci sono anche sussurri sommessi di anime tristi, dopo un funerale. Quanti momenti festosi e cupi deve aver visto questo scrigno di pietra.

E’ venuto il momento di lasciare i fantasmi alle loro ombre e ripercorrere, a ritroso, la scala stretta per tornare al nostro tempo, al sole autunnale di questa piccola città che, se le vorrete bene, vi garantirà, probabilmente, un ultimo bagno stagionale nel suo mare, quello stesso mare che ha visto arrivare molte dominazioni, una diversa dall’altra, dominazioni che hanno reso questa terra un mosaico di storia, razze e
culture.
Bentornati nel presente e, a questo punto, se deciderete di venire a sognare un po’ a Siracusa, non dimenticate di mettere in valigia un costume da bagno…non si sa mai!

Buon viaggio!

Dove ci troviamo:

A Siracusa in via G.B. Alagona n.52 presso “residenza della Giudecca”.
La visita è guidata e prevede un biglietto di ingresso.

Barbara Giuliano. 

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7 Comments on “Viaggiare in Italia: Siracusa e il suo cuore ebraico nascosto”

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