Il mese di febbraio è per antonomasia il mese dell’amore di coppia. La tradizione è nata secoli fa, ma nel corso degli anni è diventata sempre più commercializzata. Premetto che per me l’amore bisognerebbe festeggiarlo ed esaltarlo ogni giorno, perché è il dono più prezioso che potremmo mai avere. In questo mese si tende però a dimenticare chi invece l’amore non lo ha ancora trovato. Oppure chi lo ha perduto. Oggi vi parlo di come affrontare la solitudine.

La solitudine non è un male oscuro. Certo, detto da chi ha la benedizione di aver trovato il compagno della sua vita, suonerà di certo ipocrita e finto. Eppure vi assicuro che so perfettamente cosa vuol dire la solitudine. Sentirsi soli è una sensazione orribile. Anche se c’è la nostra famiglia, anche se abbiamo decine di amici, a volte ci si sente soli. È come essere in un baratro oscuro tra montagne altissime, in cui si sente solo la nostra voce a risuonare. E magari sta anche calando il buio. La paura di essere da soli è una delle più comuni e anche delle più terribili.

Questo perché non siamo nati per vivere da soli. L’uomo è un essere sociale e socievole. Ha imparato l’arte della sopravvivenza anche grazie alla compagnia dei suoi simili. Ma tornando al nostro millennio, la solitudine è quella mancanza di condivisione che fa male.

Il non condividere la propria vita, dalle minime facezie alle più grandi preoccupazioni, porta quasi la sensazione che la propria vita non venga vissuta. Come se il non condividerla la annullasse.

Ovviamente non è così per tutti. C’è chi ha fatto della solitudine un’arte. Inoltre tutti, anche quelle persone che vi sembrano vivere solo dell’essere una coppia, hanno bisogno dei proprio spazi e tempi.

La solitudine è anche una necessità. Ma quando non è così, come possiamo affrontarla?

  • Primo. Non siete soli, non davvero. Se diventa davvero insostenibile, pensate a quell’amica che c’è sempre stata. Alzate il telefono, o semplicemente mandatele un messaggio. Non cercate di essere criptici. Dire “Mi sento sola/o” non è un’ammissione così terribile come si possa pensare. E se vi additano come patetici, allora non sono veri amici, perché non hanno sufficiente empatia per capire cosa provate in quel momento.
  • Secondo. La solitudine può essere riempita. Che sia di musica, di parole, da un buon libro o da un bel film, il silenzio non è mai davvero assoluto, se non volete che lo sia.
  • Terzo. I precedenti consigli sono molto pratici e sicuramente già li metterete in atto senza che sia io ad additarli come la panacea di tutti i mali. Quello che davvero porta al cambiamento è una presa di coscienza circa i vostri sentimenti di solitudine e angoscia. Riconosceteli. Identificatene l’origine. Una volta trovata la vera motivazione di questi sentimenti, modificate questa. E se non dipende da voi, prendetene atto. La consapevolezza è la prima medicina della mente.
  • Quarto. Imparate a stare bene con voi stessi. Il senso di disagio che provate quando siete in compagnia solo della vostra persona, può essere dato anche da questo vostro non piacervi.
  • Quinto. Imparate ad apprezzare i benefici dell’avere tempo per se stessi. Di certo la condizione di “single” ha molti benefit a cui le coppie devono rinunciare.

Concludo dicendo che sì, è il mese dell’amore, ma in tutte le sue forme. In Giappone per esempio offrono dolci anche agli amici, non solo all’amato. Hanno questa tradizione bellissima di usare S.Valentino per ringraziare qualcuno a cui sono grati.

Celebrate l’amicizia, perché quella vera ci salva da tutto. Anche da noi stessi e dalla nostra solitudine.

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