Scommetto che questa parola l’hai già sentita, e usata, nel contesto lavorativo! Sembra che esista un burnout anche nelle relazioni: tu sai cos’è? 

I termini di origine anglosassone sono ormai sdoganatissimi al lavoro e “burnout”, nella fattispecie, indica una condizione di stress psicofisico. Ci sono professioni, non solo quelle sanitarie e assistenziali, in grado di surriscaldare e provare il lavoratore, come le posizioni di grande responsabilità. Quante volte -spero poche- ti sei sentita esausta, logorata dal tuo lavoro?

Ho scoperto solo di recente l’esistenza burnout, sentimentalmente parlando, e di averne sofferto in prima persona. Quali sono le cause?

Generalmente, chi patisce il burnout viene da una lungha e insoddisfacente relazione. Relazione che è iniziata con un “entusiasmo idealistico” (era la persona perfetta, il vostro rapporto andava a gonfie vele), è proseguita con la “stagnazione” (il vostro rapporto ha subito una fase di stallo), è arrivata a uno stato di “frustrazione” (ti sei sentita incompresa, non accolta) ed è terminata con l’apatia (mantenere vivo il vostro rapporto non ti interessava più). Questa relazione ti ha sovraccaricata e ti ha fatta sentire impotente e ora che è finita… Non ne puoi più dell’amore!

I sintomi del burnout delle relazioni quali sono?

  1. Cattivo rapporto con le relazioni romantiche. Ricordi solo la parte negativa del tuo precedente rapporto: le vostre liti e il modo in cui queste, o il tuo ex, ti facevano sentire. Ritieni che tutti gli innamorati, sotto sotto, siano pazzi a volersi sobbarcare lo sbattimento di un vincolo. Ci credo che hai chiuso a doppia mandata i sentimenti!
  2. Sensazione di non avere più nulla da offrire all’interno di una relazione. Sei emotivamente esausta! Ormai hai impostato il risparmio energetico e non avresti niente da dare -per dire, nemmeno compagnia, battute o risate- a un nuovo legame amoroso. Hai persino scavato un fossato intorno al tuo cuore e hai adottato dei coccodrilli perché lo sorveglino.
  3. Assenza di interesse. C’è chi, alla fine di un rapporto, non vede l’ora di tornare su piazza e di concedersi qualche appuntamento romantico. Tu no. Tu non vuoi proprio saperne! Anche questo è funzionale e se non ti va di vedere qualcuno, se senti di averci perso la mano, non lo fare! Non è mica obbligatorio.

burnout delle relazioni

Come uscirne?

Datti tempo! Questo è il primo consiglio che ti do: non sforzarti di riavere indietro tutto e subito o di incontrare nel giro di qualche settimana la persona giusta. E sì, lo so che alla cugina di secondo grado della vicina di casa di tua nonna è capitato esattamente così, tuttavia quella è un’eccezione. Piano piano quel groviglio di emozioni negative, rappresentato dalla fine della vostra relazione, si districherà e inzierai a vedere le cose per quello che sono. La vostra unione è fallita, ma non è mica morto nessuno! Tu non sei un fallimento, anzi, sei più forte di quanto non fossi quando lo hai incontrato e adesso finalmente sai che cosa non vuoi in un rapporto amoroso. Hai tutti gli strumenti per riconoscerlo.
Poi, divertiti! Vedi persone nuove. Respira aria buona. Trovati un hobby. Magari c’è una cosa che avresti sempre voluto fare… Falla. Ti aiuterà a uscire dall’apatia.
E, ultimo consiglio ma non per questo meno importante: dì di no! Sì, hai letto bene. Concediti il lusso di rifiutare potenziali partner che sembrano giusti, però non lo sono. Quelli che accendono in una parte nemmeno tanto remota del tuo cervello un campanellino d’allarme. Se sia per sempre o solo al momento, io questo non te lo so dire, ma sii sincera, con gli altri e soprattutto con te stessa.

E tu hai mai sperimentato il burnout delle relazioni? Come ne sei uscita? Raccontamelo nei commenti.

Alessia Garbo.

2 Comments on “Burnout delle relazioni: sai cos’è?”

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