Il variegato spettro della società umana oggi giorno ci mostra come l’amore e la passione siano ballerini, di difficile definizione e soprattutto fragili equilibri che negli anni sono costretti a continui giochi di prestigio e neppure questo dà garanzie che duri in eterno.

Partiamo dal presupposto che l’amore non è una formula matematica che si può analizzare e sviscerare con un rigore scientifico, ma una parte importante di questa equazione è dettata dalla passione e dal sesso. Poi intervengono una complessità di fattori che incidono sui sentimenti per alimentarlo giorno dopo giorno.

Quando due persone si innamorano, vivono in una dimensione rosa, la cosiddetta nuvola felice. Sono talmente presi l’uno dall’altra da vivere totalmente per l’altro. È questa reciprocità che fa da fucina per la passione che però non sempre riesce a resistere alle insidie del tempo perché molto spesso si comincia a dar per scontato l’amore del partner.

A quanto pare le ricerche hanno dimostrato che la parabola discendente dell’amore romantico è in qualche modo evitabile e sembra che la parola magica non sia semplicemente mantenere alta la passione quanto piuttosto la gratitudine e l’apprezzare il partner.

La ricerca ha dimostrato che le coppie più unite sono quelle che mostrano maggior gratitudine reciproca. A fare la differenza sono le piccole cose della vita quotidiana che come tanti piccoli mattoncini sedimentano l’unione. Hanno un impatto maggiore rispetto ai grandi eventi che sono straordinari e rari per cui i loro benefici si esauriscono alla fine dell’evento.

Questo aspetto effettivamente l’ho riscontrato anche nella mia vita di coppia, la maggior parte delle volte che perdo la pazienza mi rendo proprio conto che io mi faccio in quattro in tante piccole dimostrazioni di attenzione, mentre lui non solo non alza un dito per farle nei miei confronti ma non riconosce neppure il fatto che io le faccia a lui… o meglio non attribuisce ai gesti i giusti significati!

Un altro aspetto importante è l’attenzione consapevole, è quella capacità di concentrarsi qui e ora, senza giudizio, ossia avere un occhio attento a quello che succede nella vita quotidiana senza che i nostri schemi mentali e le emozioni ci influenzino. Il trucco è non aspettare di cambiare quando ormai la passione è morta e quando ormai siamo sprofondati nella negatività, bisogna cambiar man mano che gli eventi della vita lo richiedono.

Pensare qui e ora ci permette di vivere il presente senza preoccuparci del futuro e torturarci se quella persona sarà effettivamente il partner giusto per noi, come si affronteranno le difficoltà. Vivere qui e ora permette di concentrarsi su quello che c’è di positivo nella coppia, in modo da produrre pensieri positivi e alimentare l’amore.

Citando Sigmund Freud per il quale innamorarsi è una specie di malattia e follia, una sorta di cecità che ci impedisce di vedere veramente com’è la persona amata, possiamo dire che oggi la ricerca ci dimostra che le illusioni sono addirittura necessarie perché l’amore possa crescere. A quanto pare quelle persone che idealizzano il partner, vedendolo per esempio più intelligente e bello di come lo ritengono gli altri, sono quelle persone che hanno più soddisfazioni nel rapporto di coppia.

E voi quanto siete riconoscenti verso il vostro partner? Per provare gratitudine avete bisogno di eventi straordinari, o bastano tante piccole cose? 

Fabiana

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3 Comments on “Come far durare l’amore: il potere della gratitudine”

  1. Articolo bellissimo, che racconta di quelle piccole cose che invece sono talmente grandi da cambiare la vita e i rapporti che viviamo.
    Sia con il mio compagno di vita che con gli amici di sempre, con i fratelli, la gratitudine resta per me fondamentale.
    Non c’è bisogno di fuochi d’artificio, basta poco a volte pochissimo.

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