Considerando che giorno è oggi, con lo staff abbiamo pensato di dedicare la rubrica di psicologia ad un argomento ostico.

tempo

La morte fa parte della nostra quotidianità, non dovrebbe essere difficile parlarne. Eppure c’è la strana convinzione che se della morte non si parla, quella magicamente starà lontana. Mi vengono in mente tantissime credenze popolari che spargono la saggezza di questa convinzione. Sembra quasi che parlare della morte sia un tabù. Ma perché? Perché si ha paura della morte, ma soprattutto di parlarne?

Mi direte che è una domanda sciocca e avete ragione. Abbiamo paura di morire perché siamo vivi. Perché la morte è qualcosa di ignoto e inconoscibile, perché ci strappa da ciò che abbiamo di caro.Ma se affrontiamo il discorso da un punto di vista psicologico, la paura della morte è esattamente come tutte le altre paure, che diventano fobie quando sfuggono al nostro controllo. Irrazionale, pervasiva, disturbante.

Che fare allora?

Come con le fobie, anche parlare della paura di morire la ridimensionerebbe. Perché non farlo allora? Generalmente perché si teme il giudizio altrui.Quando si dice “Ho paura di morire di infarto, o per un incidente”, chi è vicino, magari per sdrammatizzare la tensione che si accumula alla parola “morte”, tende a sminuire questo terrore.Frasi tipo “Tanto tutti dobbiamo morire”, o “Quando arriverà, arriverà” sostengono il senso di incertezza che potenzia poi la paura della morte, in quanto paura dell’incerto.

Ricordo che al liceo lessi una frase di Seneca stupenda. Moriamo un po’ ogni giorno. Mi chiederete dove sta la bellezza.
tempo2La bellezza è nella consapevolezza, come non mi stancherò mai di dire. La consapevolezza della morte non vuol dire che si parla solo di quello o che si vive in modo esagerato per sentirsi vivi. Essere consapevoli significa accettare e tenere in considerazione che la morte fa parte della vita. Non è un tabù parlarne. Non è un tabù averne paura. Chi vi dice il contrario o sta mentendo o non ha il minimo riguardo della propria vita.
Quindi, non temete di ammettere la vostra paura, perché è la paura collettiva dell’umanità. È ciò che l’ha elevata nel pensiero, è ciò che la spinge a cercare le cure di malattie impossibili. Parlatene, non in modo ossessivo, ma quando sentite che la paura di morire sia più forte di quella di vivere. La paura della morte è ciò che ci aiuta ad essere umani.

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *