Oggi parliamo della sottile e difficilissima arte del compromesso.

Per usare un termine di paragone che renda l’idea del compromesso, potrei fare riferimento a quegli equilibristi che si lanciano da una parte all’altra, con sotto solo il vuoto, e si afferrano al volo.

Ecco, il compromesso è un po’ così, ma meno eclatante. Se analizziamo la parola vedremo che è composta da “con” e “promessa”. Promettere con. Prendere un impegno verso l’altro. Venirsi incontro, in sostanza. Ma insieme. La chiave è sempre che ci si viene incontro a vicenda. A metà strada tra ciò che vuole uno e ciò che vuole l’altro.

Si dice che il compromesso non rende felice nessuno dei due. Ovviamente. Ma è un patto mentale, oltre che emotivo. Accettiamo di non essere pienamente soddisfatti della soluzione concordata, perché sappiamo che dall’altra parte si prova lo stesso. Ma anche qui, la forza di volontà è la chiave.

Se davvero si vuole trovare una soluzione che liberi dal conflitto la coppia, o più in generale una qualsivoglia relazione, il compromesso è l’unica via. Sforzarsi di trovare una soluzione alternativa a quella che vorremmo personalmente è davvero, davvero arduo.

Dobbiamo necessariamente metterci in gioco, rielaborare un piano che per noi aveva già perfettamente senso. E non c’è nulla che il nostro cervello odi di più. A questo aggiungeteci i naturali sentimenti negativi che si accompagnano al dover rinunciare a qualcosa di “più conveniente” per noi, per poi doversi “accontentare” di un’alternativa non altrettanto soddisfacente.

Insomma, arrivare a un compromesso è difficile, se non ci sforziamo con un sacco di energie a convincere il nostro cervello che è meglio. Perché anche se la soluzione non è delle migliori per il signor encefalo, è la migliore per salvaguardare la nostra relazione.

E di certo questo è più importante.

Il problema dell’arte compromesso è che, essendo un’arte raffinata e delicata, ci vuole tantissimo tempo per impararla. Si impara a prove e ad errori. Si impara facendo disastri.

Se vogliamo tornare al nostro paragone iniziale, si impara cadendo nel vuoto tra un volo e l’altro. Per fortuna che c’è la rete di sicurezza a salvarci, ovvero la voglia di superare la caduta.

La voglia di tornare a volteggiare insieme.

 

Non vedrete mai gli acrobati non sorridere dopo un complesso volteggio, così come non vedrete mai una coppia discutere apertamente nei compromessi che hanno dovuto raggiungere per poter stare insieme. Chi se ne vanta, vuole solo una medaglia al valore per aver dovuto “rinunciare” a qualcosa. Non hanno capito che il vero premio è la riuscita della relazione.

Quindi, come tutte le arti e i mestieri, anche il compromesso deve essere imparato. E per farlo ci vuole sempre la mitica forza di volontà e sopratutto tanta, tanta pazienza.

Ma non demordete. Quando avrete imparato ad usarla, saprete muovervi insieme al vostro partner in un perfetto equilibrio e con un’armonia che vi ripagherà di ogni frustrazione passata.

 

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