Bentrovate signore e se ci leggono anche signori.
Dove eravamo rimasti?
L’ultima volta abbiamo parlato delle paure relative al parto e ci eravamo lasciate dietro, per parlarne con calma, una delle paure più grandi, ovvero come cambia la relazione con il partner? (Clicca QUI per leggere l’articolo precedente)

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Ho voluto lasciare a questa paura più spazio, perché è un argomento delicato e complesso. Innanzitutto è necessario mettere in chiaro che non tutte le gravidanze iniziano con il piede giusto per quanto riguarda la relazione di coppie. I casi sono infiniti e specifici per ogni situazione. Ci sono le madri single, i padri single, le coppie di “grandi”, chi non vuole figli ma ci incappa, chi vuole figli ma è costretto ad adottare,  chi invece pensa sia troppo presto, chi è insicuro, chi non sa cosa aspettarsi.

Poiché la situazione varia da persona a persona,  ci limiteremo a fare alcune considerazioni generali, partendo da un presupposto fondamentale: un figlio è un dono prezioso. Se teniamo in considerazione che entrambi i genitori hanno contribuito alla sua presenza nel mondo, è normale che ci siano alcune angosce comuni per il papà e la mamma, angosce che abbiamo discusso.

Spesso però le ansie e le preoccupazioni per il figlio portano in secondo piano la relazione di coppia. Ed è questo quello che spaventa di più,  la perdita del feeling, dell’intimità, della sintonia.

Come si può evitare di farsi trascinare dal nuovo assetto familiare e lasciare indietro la dimensione del “noi due”?

Primo: ricavatevi uno spazio per parlare, che sia delle vostre paure, o del più e del meno, ma fatelo. Non c’è bisogno di ore e giorni, perché di certo non avrete tutto questo tempo a disposizione senza che il pargolo si intrometta. Bastano cinque minuti in cui ricavate del tempo per condividere l’uno la mente dell’altro.

Secondo: questo sarà più complicato, ma vale la pena tentare. Ricavate uno spazio per voi due. Un film una volta al mese, una passeggiata al parco, qualunque cosa siete abituati a fare insieme e magari avete smesso. Cercate di tornare a farla, non necessariamente a un ritmo serrato, basta il ritmo giusto rispetto ai vostri impegni.

Terzo: donne, fatevi belle prima per voi stesse  e poi per lui, se temete che il vostro uomo non vi guarda più come u  tempo perché ora siete la madre di suo figlio. E prendete in mano la situazione , una sera che non siete troppo stanche. E uomini, ricordatevi che le donne non vogliono sentirsi solo madri, ma anche donne vere, con i loro veri bisogni.

Quarto: aiutatevi. Dividetevi i compiti, formate una squadra affiatata e usate una strategia di collaborazione degna del miglior stratega romano.

Quinto: riposate insieme, quando siete stanchi, ma soprattutto non sottovalutate la stanchezza dell’altro. Non è una gara di resistenza, non è necessario dimostrare di aver più energie del necessario.  inoltre, riposare insieme è più terapeutico di un sonnifero.

E ora parliamo un attimo della paura legata alle aspettative.

La domanda che spesso ci si pone è “sarà lui/lei un ottimo genitore?”. Le varianti sono “Mi sosterrà nell’impostazione che voglio dare all’educazione di nostro figlio?”, “Parteciperà attivamente?”

La verità è che non c’è un vero carnet di consigli per queste paure, perché vanno affrontate singolarmente non appena emergono. Inoltre, come in ogni cosa che riguarda l’animo umano, non c’è una vera ricetta. Posso identificare una serie di “metodi”, o meglio step, come quelli che ho scritto, ma sarete solo voi in grado di capire e scegliere quale step è il più corretto, in base alla situazione che state vivendo.

Quindi per concludere voglio dire questo: non pensate che il vostro partner non abbia le vostre stesse paure. Non assumete di sapere ciò che passa nella sua testa, perché a volte non si conosce neppure la propria. Ecco la ricetta per sconfiggere l’angoscia: siate sinceri con voi stesse e con l’altro. E godetevi il vostro pargolo, che è frutto del vostro amore.

Alla prossima!

Isa

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