È già successo con altri due cult, “Via col vento” e “Dumbo”, ci risiamo: anche “Grease” passa attraverso le maglie del politically correct.

Il 26 dicembre la BBC1 ha trasmesso il film ambientato nel 1958, sono bastati un paio di tweet polemici, un giornalista del Daily Mail li ha intercettati e ha cavalcato l’onda, ed ecco scoppiata la polemica.

“Grease” è un film musicale del 1978 diretto da Randal Kleiser, e interpretato da John Travolta e da Olivia Newton-John. Tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey, è considerato come uno dei più celebri film di tutti i tempi, oltre che il musical di maggior successo nella storia del cinema tratto dagli anni ’50. (fonte: Wikipedia)

Che cosa è successo?

A Santo Stefano un gruppetto di giovanissimi si misura, probabilmente per la prima volta, con la visione della pellicola, rilascia qualche commento su Twitter che bolla il film come “sessista, omofobo e misogino”, i tweet totalizzano circa settanta like e capita una cosa abbastanza prevedibile. L’attenzione di un giornalista del Daily Mail ne è stuzzicata e “Grease”, come altri due cult prima, finisce in revisione.

Grease in revisione

Oggi siamo perfettamente in grado di capire che “Tell me more, tell me more, did she put up a fight?” (traduzione: “Dimmi di più, dimmi di più, lei ha lottato?”) non sia proprio il massimo delle lyrics e che sì, potrebbero nascondere nemmeno troppo bene il riferimento a un atto sessuale non consensuale. Siamo oggi perfettamente capaci di stabilire che guardare sotto la gonna di una donna a sua insaputa rappresenti una molestia, per quanto giustificata dall’imperituro “Sono ragazzi”. E sappiamo che le coppie non sempre sono formate da persone dello stesso sesso.

Dunque, anche Tratto Rosa boccia “Grease” su tutta la linea? No.

Grease musicalNon parleremo di “dittatura” del politicamente corretto. Non parleremo di dittatura affatto. Ben venga il politically correct, lo stesso che ci aiuta a capire che il “black humour” non può riscattare parole di disprezzo razziale o mirate a denigrare un genere oppure un orientamento sessuale. Oggi abbiamo acquisito una diversa consapevolezza e sappiamo che quello che prima era all’ordine del giorno, pensiamo al “delitto d’onore” ad esempio, ora non lo è più, ma riconosciamo pure che “Grease” è figlio del suo tempo. Un film scritto negli anni ‘70 e ambientato negli anni ‘50 non può essere perfetto sul tema parità di genere, e glielo perdoniamo. Ciò che ha il dovere di fare è intrattenere i telespettatori e non educare i giovani.

E del resto non lo fa nemmeno “Il trono di spade” o, una saga su tutte, “After” che spaccia per romantica una relazione abusante. L’educazione demandiamola ai genitori e alla scuola. Allora che si fa? Assolutamente niente. La censura, come il proibizionismo, serve a ben poco. Piuttosto diamo ai ragazzi, e alle persone in generale, gli strumenti per guardare e leggere in maniera sempre attiva e critica.

Alessia Garbo.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *