Molti vivono nel mito di Parigi città cara e sono restii a partire, ma la realtà è che un viaggio ben organizzato e studiato in partenza ci permette di vedere tante cose senza dilapidare il nostro portafoglio. Sicuramente Parigi non è la città più economica d’Europa ma si può vivere qualche giorno in modo più che dignitoso.

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Per prima cosa si può cominciare a scovare, tempo prima un volo. Molte compagnie aeree, mesi prima, fanno offerte imperdibili. Vi consiglio la Ryan solo nel caso i voli diretti a Orly siano troppo cari.

Orly è l’aeroporto più vicino alla città e collegato con gli autobus di linea quindi spenderete pochissimo di biglietti per arrivare direttamente al centro, senza perdere neppure tempo. Per cui si risparmia in termini di money e di tempo.

Ma in alcuni casi, è più conveniente atterrare a Beauvais, un piccolo aeroporto che dista dalla città più o meno un’ora e venti. Su Beauvais atterra la Ryan, da qui per raggiungere Parigi è necessario prendere un pullma che costa sedici euro all’andata e sedici al ritorno. Capite bene che questa scelta è raccomandabile solo ed esclusivamente se avete tanto tempo a disposizione e se il biglietto con altre compagnie che atterrano a Orly abbia prezzi esorbitanti.

Io ho provato anche questa soluzione, il pullman lascia a Porte Maillot, una zona comoda da cui si può prendere metro o treno per raggiungere praticamente ogni zona della città. C’è persino un lussuoso centro commerciale ad accoglierti, dove puoi rifocillarti con qualche baguette per rimetterti in sesto dopo un lungo viaggio.

Per dormire le soluzioni più economiche ma più che dignitose le ho scovate nel quartiere di Montmartre. In bassa stagione me la sono cavata anche con solo ventisette euro a persona, con la primavera e l’alta stagione parigina, i prezzi lievitano a quaranta ma sono comunque i più bassi rispetto ad altri arrondissement.

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Il quartiere di Montmartre è inoltre circoscritto da una serie di metropolitane che vi permetteranno di muovermi ovunque con molta facilità. Gli hotel in cui ho soggiornato erano praticamente difronte o sopra la metropolitana, più fortunata di così credo non si possa. Anche qui come per gli aerei meno si vuole spendere prima si deve iniziare a cercare, soprattutto in primavera che credo sia uno dei periodi più gettonati e cominciano a scarseggiare proprio le disponibilità. Oltre al fatto che questo quartiere sia uno dei più economici e centrali, di sera è anche uno dei più animati e vivi anche in mezzo alla settimana.

Io mi sono trovata molto bene al Timhotel Berthier a soli cinquanta metri dalle stazioni della metropolitana e della RER di Porte de Clichy. C’era persino il WI-FI, personale in reception che parlava italiano per cui non mi sono dovuta nemmeno sforzare di parlare in un’altra lingua. Non ho usufruito della colazione perché preferivo andare in giro ad assaggiare i prodotti tipici.

Vi lascio con l’ultimo consiglio dopo aver pianto un mare di lacrime sotto la pioggia battente con tre valigie enormi: non confondete l’arrondissement con il numero civico come ha fatto il mio ragazzo, altrimenti rischierete di trovarvi anche voi di fronte a un palazzo fatiscente invece che nel vostro albergo e dover poi fare due chilometri nel mezzo del nulla per raggiungerlo. Eh sì a Parigi l’arrondissement è come il numero che si mette ai nostri municipi, mentre il civico viene scritto sempre prima della rue.

 

Buon viaggio!

Fabiana

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