La chiamano la “One Happy Island”, perchè Aruba è davvero un’isola che dona felicità. Non ci credete? Basta pensare a fondali da favola, spiagge da sogno e resort da serie A.

Aruba è anche l’isola dei colori: le sue case “merlettate” di tinte pastello, le mille sfumature di blu cobalto del suo mare, i fondali trasparenti e pieni di natura spettacolare, poi ci sono i fenicotteri rosa (e per noi trattine che amiamo il rosa è qualcosa di imperdibile).

Aruba è l’isola felice anche perché vanta inoltre una piattaforma di fronte al mare dove vedere soltanto sabbia e mare e nient’altro. E, incredibile ma vero, è inoltre fuori da tutte le rotte degli uragani. Ciò significa che è possibile visitarla anche in agosto, in tutti i suoi 30 km di bellezza. Una chiesetta arrampicata su una altura, il museo delle farfalle con più di 35 specie provenienti da tutto il mondo, e il museo dell’aloe dove all’occorrenza preparano anche creme all’istante. E poi non vi dico nulla perchè è tutto dire delle bellezze naturali del Arikok National Park.

Aruba è anche bourbon, frutti esotici e casinò. Resort dotati di tutte le chiccherie e le coccole che non potete nemmeno immaginare. Giro in catamarano e buffet. Ed è possibile pure incontrare Ben Affleck o la regina d’Olanda (che tornano spesso su quest’isola).

Aruba, d’altra parte è pure l’isola degli anelli, in cui ci si fidanza spesso al chiaro di luna o al tramonto, oppure si ammira il luccichio delle fedi dei neosposini, o ancora ci si organizza delle vere e proprie cacce al tesoro per trovare il famigerato anello del per sempre.

Veniamo a qualche dettaglio del posto. Il Papiamento è l’idioma dell’isola, una parlata che contiene influenze spagnole, portoghesi, olandesi, francesi, e lingue indigene. Dista solo una trentina di km dal Venezuela, e per le sue spiagge bianche e fini e per le sue onde è pure meta di surfisti e di appassionati di sport acquatici.

Insomma Aruba è un’isola da non perdere. Pure per il cibo. Aragoste alla brace appena pescate intinte in una gustosa salsa di burro e aglio è una delle specialità del posto.

Piatto tradizionale è il riso con il pollo e gli stufati di capra, pollo o maiale accompagnati da verdure come zucca e okra, e condite con un mix di spezie come cabrito e curry. Altra specialità è il keshi yena, uno sformato di formaggio olandese, pollo, okra e uvetta. Sempre di origine olandese, il frikandel ovvero carne fritta come spuntino, e le bitterballen, polpettina di carne fritta; entrambi li potete trovare nei chioschi. E tanta altra roba buona.

Dove alloggiare. Mete perfette e adatte a noi italiani sono: Il Reinassance Aruba Resort, il Bucuti & Tara Beach Resort, il Manchebo Beach Resort & spa.

Dove mangiare. Al Driftwood, al Gasparito, a Carte Blanche e a The Old Cunucu.

Come arrivarci. In aereo ovviamente, voli da Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Come visitarla. Con i trasporti interni Arubus, una linea di autobus del loco che collega le varie località dell’isola con Oranjestad, con corse ogni 30 o 60 minuti. Oppure potete prendere un auto a noleggio.

xoxo Marylla

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