Si aspetta la mezzanotte, si preparano le foto, i post interminabili da condividere sui social, dove spesso loro neppure sono registrati, ma vogliamo fare così: dedicargli un pensiero, condividerlo con il nostro mondo, omaggiare l’uomo della nostra vita.

I papà vanno festeggiati, ma soprattutto ricordati. Perché se ci sono volti di uomini che riempiono i social, ci sono anche uomini svuotati dei loro spazi e della loro libertà.

Sono padri, uomini, piegati dalla vita, dal dovere del dare e mai dal diritto di ricevere. Abbandonati ad una condizione che dovrebbe essere frutto di scelte ponderate, consapevoli, tristi ma aperte verso vite migliori e che invece condannano uomini ad una vita di stenti: papà separati.

E chi li dimentica? Le mogli? I figli? Li dimentichiamo tutti. Sono uomini soli che solo da poco riescono a rivendicare i propri diritti. Che solo grazie ad associazioni e volontari sono riusciti a far valere la propria dignità di uomo e di padre.

Dunque oggi vanno festeggiati i papà, ma tutti. Soprattutto chi quel “papà” deve guadagnarselo ogni giorno, anche se gli spetterebbe di diritto.

Perciò auguri a chi torna a casa la sera e trova la tavola piena di cibo e famiglia e a chi conta le ore che lo separano da un breve incontro con il proprio bambino.

Auguri a chi non vuole far mancare niente ai propri figli e auguri a chi, per non fargli mancar nulla, si priva di tanto, di tutto.

Auguri a chi la mattina si sveglia e vede i propri figli, a pranzo si ferma a mangiare con i propri figli, la sera chiede ai propri figli il racconto della giornata… e auguri a chi è padre ma costretto a farlo part time.

Auguri a chi è amato e auguri a chi ama.

Auguri ai papà ostentati e auguri, tanti auguri, ai papà dimenticati. Finché non lo dimenticheranno loro, la battaglia non sarà persa.

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