Da domani, 13 aprile 2016, Nonno Scatenato sarà distribuito nelle le sale cinematografiche italiane. Il film, diretto da Dan Mazer, vede come protagonisti il giovane Zac Efron  e il grande Robert De Niro. Sono già state mosse delle critiche dall’America, che hanno distrutto il film, giudicandolo meramente volgare, privo di sana ironia e di valore artistico e interrogandosi sul motivo che può aver condotto un attore come Robert De Niro, che vanta in filmografia titoli che concorrono a costruire la storia del cinema americano, a mettere il nome e la faccia per produzioni giudicate dalla critica non all’altezza della sua carriera.

Intanto su internet i commenti al film si sprecano. I social si dividono tra chi non vede l’ora di andare al cinema per vedere Nonno Scatenato e chi invece scrive amareggiato ricordando Taxi Driver, il Padrino, Toro Scatenato, e dando ragione alla critica americana pur non avendo ancora visto il film. Mentre quel giovane ragazzo che negli anni ha lottato contro un pregiudizio ormai spezzato che lo etichettava come un ragazzino dal bell’aspetto, destinato a restare una meteora, torna un po’ nell’ombra, ma sotto un grande nome, quello di De Niro.

I commenti non si contano, gli scettici affollano puntualmente le pagine dei film dichiaratamente privi di spessore ma poi, inspiegabilmente, le sale cinematografiche si riempiono, e i film “stupidi”e “senza valori”diventano campioni di incassi. Lo hanno capito i produttori e forse lo ha capito anche Robert De Niro, che la sua carriera se l’è fatta e ora evidentemente è disposto a perdere un po’ di quella dignità artistica che negli anni poteva egregiamente vantare.

Se però chi disprezza simili film non li seguisse poi al cinema, se spendesse quei soldi per andare a visitare un museo o per vedere uno spettacolo teatrale, se riuscissero tutti a capire il potere di una piccola scelta individuale che si somma a tante piccole scelte individuali che diventano collettive, forse non staremmo qui a chiederci “Robert… ma come ti sei ridotto?!”

 

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