Natale è alle porte e per molti, sicuramente quelli che si riducono all’acquisto dell’ultimo minuto, si moltiplicherà la lista dei regali da comprare.

Tutto il periodo è caratterizzato da una frenesia di attività e da una cascata di eventi e situazioni da svolgere che fanno perdere il significato delle cose di cui ci resta solo l’obbligatorietà. Il regalo stesso che rappresenta un augurio assume un significato diverso dal dono per diventare un’incombenza pesante e a volte anche meccanica e inutile. A volte diventa un vero e proprio sacrificio scegliere il regalo per alcune persone.

Uno dei problemi poi non è solo cosa regalare, ma anche decidere a chi non vanno fatti i regali, per evitare di entrare nella spira dei regali forzati, ma al tempo stesso non rischiare di sentirsi in difetto qualora si riceva un presente senza averlo fatto all’altro.

Un regalo è un modo per mostrare cosa pensiamo degli altri, bisogna essere consapevoli di sapere cosa farebbe piacere all’altro, o quantomeno essere consapevoli che le nostre scelte poi saranno comprese da chi lo riceverà.

Alcune ricerche mostrano che i regali più apprezzati sono quelli che continuano a darci piacere nel tempo. Il regalo inaspettato invece sembra non essere ben accettato perché la maggior parte delle persone preferirebbe di più ricevere un dono che desiderava, soprattutto quelle persone che hanno stilato una lista dei desideri. Sarebbe meglio indagare le preferenze della persona, dà più significato al dono sapere che chi lo dona si è interessato di cercare qualcosa che ci piace o che ci rappresenta.

Meno del 2% dei regali è fatto a mano, e sono per lo più fatti da bambini e regalati a genitori e nonni. Mentre pochissimi scelgono di fare un regalo divertente.

Sempre secondo la ricerca siamo concentrati sempre su regali concreti, per lo più oggetti, tendiamo a dimenticarci che ultimamente si possono regalare esperienze, come biglietti per mostre, cene al buio, concerti, contenuti che arricchiscono la nostra esperienza nell’immediato futuro.

I vestiti solitamente sono il regalo più gettonato, senza però rendersi conto che in realtà spesso è anche il più difficile da azzeccare perché non rispecchia solo l’età e il sesso dell’individuo ma anche lo stile della persona. Un abito non va semplicemente scelto in base al nostro gusto, ma va scelto in base a quello che noi sappiamo dell’altro, i colori e lo stile che piacciono, la taglia giusta. Se sbagliamo ci esponiamo alla critica di non conoscere chi lo riceve.

I ricercatori hanno dimostrato che non c’è alcuna relazione tra il costo di un dono e la misura in cui esso piaccia. In realtà pare che la quantità di tempo e la fatica impiegata nello sceglierlo, farlo o prepararlo, siano i fattori determinanti a renderlo speciale.

Donare ha origine dal verbo “dare” nella sua accezione più profonda, significa offrire qualcosa per dichiarare il nostro sentimento di affetto incondizionato. L’oggetto, a prescindere dal suo valore economico, non è così importante come il gesto fatto con il cuore, perché dimostra l’affetto che abbiamo per quella persona. Eppure, il Natale è diventato così consumistico che le ricerche mostrano come ci sia poco sentimento nella maggior parte dei doni che vengono comprati e distribuiti alla cieca e ricevuti in totale anonimato e spersonalizzazione. È diventato più importante comprare e accontentare tutti piuttosto che scegliere con cura cosa donare.

Quindi mettiamoci il cuore quando andiamo a scegliere il regalo per qualcuno a cui teniamo, non servono tanti doni, ma, come si dice “conta il pensiero” che ci abbiamo messo nello scegliere quello giusto.

Fabiana

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