Fin da piccoli cresciamo tra fiabe, magie e sogni che gli adulti ci raccontano prima di andare a dormire; una di quelle più diffuse e al tempo stesso più sentita è quella di Babbo Natale che investe con un alone di magia e di incantesimo il periodo delle feste.

Come genitori ci chiediamo fino a che età è normale che un bambino creda a Babbo Natale;  se sia giusto incoraggiare i nostri figli a crederci ancora, anno dopo anno e mettere in piedi ogni volta la finzione del suo magico arrivo a cavallo di una slitta trainata da renne e carico di pacchi colmi di regali, oppure sia più giusto rivelare la verità. Senza contare che poi come genitori non sappiamo neppure in che modo e con che toni poi sarebbe giusto rivelare questa scoperta ai nostri figli mettendo fine ai loro sogni. Giustamente pensiamo di apparire ai loro occhi come dei bugiardi che li hanno riempiti di menzogne fin dai primi anni.

In realtà lasciare ai bambini le proprie favole non li rende più ingenui e addormentati anche perchè fin da quando sono piccoli i bambini iniziano a fare i loro giochi di finzione, il classico gioco del “Facciamo fina di” che mostra come anche da piccoli siano già capaci di una prima distinzione tra fantasia e realtà. Quindi incoraggiare i bambini a credere a Babbo Natale e alle creature fantastiche non è altro che una normale fase dello sviluppo cognitivo che tutti attraversiamo. Infatti, il gioco simbolico è un’abilità di base dello sviluppo cognitivo ed emotivo, il piccolo utilizza oggetti, inventa storie per “far finta di”. Dal punto di vista cognitivo, impara a rappresentare mentalmente cose, persone e fatti, e modificarle a piacimento utilizzando l’immaginazione. In termini psicologici, con il gioco di finzione, il bambino impara a mettersi nei panni di qualcun altro sviluppando empatia e una teoria della mente, ossia la capacità di supporre o capire pensieri, emozioni e motivazioni dell’altro.

Credere a Babbo Natale in realtà è un processo che segue lo sviluppo evolutivo del bambino. Fino alla materna, di solito tutti i bambini credono a Babbo Natale, quando iniziano le elementari cominciano a dubitarne, molti cominciano a farsi domande, su come fa un solo uomo a portare regali a miliardi di bambini in poche ore. Le domande nascono perchè il bambino sta, semplicemente, crescendo nello sviluppo cognitivo e acquisisce nuove conoscenze. Alla fine della scuola elementare non ci crede più nessuno. E la cosa divertente è che ci preoccupiamo inutilmente di come poter rivelare questo segreto, ma solitamente non sono mai i genitori a dare questa sconcertante verità. Ma almeno, come è stato nel mio caso, molti bambini hanno scoperto i giocattoli incartati  prima della notte di Natale e hanno colto i genitori a compiere il reato. O semplicemente si sono lasciati influenzare dalle chiacchiere degli altri compagni di scuola che hano smesso di crederci o non ci hanno mai creduto.

Uno studio ha dimostrato come i bambini nella maggioranza dei casi se ne siano resi conti da soli e nessuno si è mostrato traumatizzato dopo la sconcertante rivelazione. Il consiglio è mostrarsi sempre attenti ai segnali che i nostri figli ci lanciano in modo da poter rispondere con sincerità e deicatezza alle loro domande perchè quando saranno pronti saranno loro a scoprire la verità.

Io l’ho scoperto da sola a sei anni ma ho continuato a far finta di crederci perchè era bello vedere come i miei si impegnavano tanto a creare per me la magia del Natale. Attraverso i nostri figli anche noi possiamo tornare di nuovo bambini e rivivere questo meraviglioso incantesimo!

Fabiana

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4 Comments on “Fa male credere in Babbo Natale?”

  1. Per me invece la scoperta non è stata indolore. Ancora mi ricordo quel giorno… era estate, avevo sei anni, sono andata da mia madre convinta che la mia amica avesse detto una cavolata… invece mi ha infranto un mito.
    Ne porto ancora le conseguenze 🙁

  2. Il mio più grande ha 10 anni e ha cominciato a chiedermi se le voci che sente a scuola sono vere. Sentendomi in colpa per la “bugia” che stavo per dire e non volendo infrangere i suoi sogni (anche perché son sicura che dopo 2 minuti avrebbe spiatellatto tutto al fratello di 8) ho glissato sulla domanda e gli ho rigirato la frittata:
    “Ma tu a cosa credi?”
    Poi si è distratto e l’argomento è caduto… entrambe le volte.

  3. E, cmq, secondo me, questa cosa di babbo natale non è proprio come tutte le altre fantasie che propiniamo ai bambini.
    Quando leggiamo loro una favola, sanno che è una favola e che non è reale.
    Con babbo natale, invece, accade l’opposto. Li incoraggiamo a crederci, con tanto di letterina e teatrini più o meno fantasiosi la notte di Natale… per cui davvero, mi sembra di essere stata una bugiarda…
    non so quanto siano in grado di elaborare, ma fossi in loro mi chiederei “ma su quante altre cose mi hanno mentito i miei genitori?”

    Ecco, visto… l’avevo detto che io non avevo ancora superato questa fase 😉

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