Benvenuti su questa nuova pagina, oggi si parla di casa… il nido d’amore 😉

Per chi non ha convissuto prima del matrimonio, la ricerca della nuova casa coniugale è un passo importante.
Io ho vissuto con i miei genitori fino a prima del matrimonio… non ho realizzato subito che matrimonio significasse abbandonare il nido, il porto sicuro di sempre, per costruirne un altro. In quel periodo è come se vivessi in una bolla, ogni emozione sussegue ad un’altra sganciando consapevolezza a piccole dosi.
Avrei avuto una casa mia, una casa di cui prendermi cura… avremmo avuto una casa nostra che ci rappresentasse. Sì, ma non è così semplice. Soprattutto se si vive a 1300km di distanza l’uno dall’altro.

La ricerca di una casa richiede impegno, ancora di più se devi spostarti in aereo continuamente per raggiungere la città dove andrai a vivere.

Bella botta anche il cambiamento di città, eh?! Ma di questo parlerò prossimamente. 

La ricerca della casa per me, ha significato anche passare serate al computer a parlare con il mio futuro marito grazie all’ausilio della video chiamata. Ogni sera c’era una nuova proposta da esaminare, fino a che non si è arrivati alla piantina di quella che sulla carta sembrava già averci stregato entrambi.

Pochi mesi dopo era reale, era lei... fatta di mattoni, infissi, pavimenti reali. Avevamo trovato la nostra casa, piccolina ma accogliente. Ci aveva stregato già sulla carta, ancora di più quando fummo lì. Tra quelle mura.

Era vuota, alcune cose da terminare, ma con la fantasia ne avevamo già disegnato gli arredi.
Dentro quell’appartamento, con le chiavi in mano, realizzammo per la prima volta che non c’era più nessuno ostacolo… potevamo realmente sposarci. Avevamo tutto quello che ci serviva. Un tetto sulla testa e l’amore. Perché diciamocelo chiaramente, non servono molti fronzoli per sposarsi: io non credo a quelli che ti rispondono “Non ci siamo ancora sposati perché ci vogliono molti soldi” 
Non è vero ragazzi, se quello che si desidera è sposarsi serve solo un tetto sulla testa e il sentimento vero e puro. Certo, la festa è emozionante. Il pranzo con gli amici e i parenti (alcuni dei quali a distanza di anni avresti voluto non ci fossero), i fiori, i fuochi d’artificio etc… rendono quel giorno speciale. Ma sappiate che a renderlo veramente speciale è il ricordo di quel Sì pronunciato con emozione. Il resto è contorno. 

Dunque, avevamo la nostra casa e per noi era, ed è, stupenda. Segnava l’inizio di qualcosa di nuovo, di nostro. Qualcosa che avevamo creato noi unendo le nostre diversità in fatto di gusti. (anche se, devo dire che, io e mio marito abbiamo gusti molto simili)
La nostra casa adesso parla di noi in ogni dettaglio, parla dei miei genitori che ci hanno consigliato senza mai eccedere. Il passato, il presente e il futuro che si sono mescolati sapientemente. 

Certo, non ho detto che nessuno provò a metterci i bastoni tra le ruote in quei lunghi mesi d’organizzazione… ci furono anche queste: le critiche mirate a dissuadere, le angherie e le cattiverie gratuite. Ma noi eravamo sicuri del nostro amore, delle nostre scelte… e nessuno poteva cambiare questo. 

Cinzia La Commare

 

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