Martedì era l’8 marzo, la festa della donna. Sul web, tra varie polemiche e auguri, l’argomento più gettonato è stato, come sempre, il rispetto verso il genere femminile.

Giusto, corretto, condivido.

Non fosse che, tra immagini di mazzi di mimose, cuori, auguri, annessi e connessi, nell’ultimo periodo c’è un altro argomento che sta tenendo banco: l’inizio delle riprese del film Cinquanta sfumature di nero. Fin qui, nulla di strano; che piaccia o no il romanzo ha avuto successo e quindi è inevitabile che le fan siano in fibrillazione, non è questo ciò di cui mi voglio occupare oggi, non del tutto almeno. No, non voglio nemmeno fare la morale circa l’argomento trattato nel libro, non m’interessa.

Ciò di cui vorrei parlare invece sono le fan, anzi, chiedo perdono, una parte delle fan dell’attore protagonista: Jamie Dornan.

A tutto c’è un limite, ma inizio a chiedermi dove stia. Non sono una bacchettona, non mi fa né caldo né freddo vedere la mia homepage piena di suoi scatti, non alzo nemmeno gli occhi al cielo se ogni volta che quest’uomo sbadiglia scatta la standing ovation, davvero, a me non piace particolarmente, ma sono per il “vivi e lascia vivere”, credo che ognuno sia libero di fare e pensare ciò che vuole, è giusto così. E poi diciamocelo, è anche un modo per “fare compagnia” come si dice dalle mie parti, un argomento leggero da condividere con chi ha la stessa passione.

Giusto, corretto, evviva la libertà.

Finché non si esagera.

Perché attenzione, tra fan e fanatiche c’è una bella differenza.

Amelia-Warner-mainNon avete ancora capito dove voglio andare a parare con questa lunghissima premessa? Nessun problema, ve lo spiego subito: voglio soffermarmi sugli attacchi che sono stati fatti ad Amelia Warner, moglie di Jamie Dornan e madre dei suoi due figli.

La sua colpa? Esserlo.

Ho letto commenti sul suo conto che mi hanno fatta vergognare di essere una donna, perché sì, gli stessi erano scritti da altre donne.

Le stesse che l’8 marzo inneggiavano al rispetto, le stesse che magari al liceo hanno sofferto perché la migliore amica ha soffiato loro il bello della scuola; mogli, fidanzate, madri di famiglia, belle, brutte, magre, grasse, ce n’è per tutti i gusti, tutte unite sotto un unico stendardo, dare addosso ad Amelia.

Ne ho lette di tutti i colori, a partire dal fatto che veste male, che è scialba. Immagino queste donne, le commentatrici intendo, sempre con trucco e piega perfetti, vestite come se stessero per andare ad una festa, le unghie laccate e curatissime, l’aspetto sempre fresco e riposato… beate loro, davvero, ma anche se fosse (e NON è, non prendiamoci in giro), ci terrei a far notare che appartengono a una netta minoranza, quella delle leggende metropolitane.

Poi ci sono i commenti al limite dell’assurdo. Ne riporto uno, testualmente: “se Amelia non voleva condividere il suo uomo con le altre, doveva sposare un cesso” (ora, avrei qualcosa da ribattere. Condividere? Jamie Dornan e/o qualunque altro attore viene condiviso? C’è un numero da prendere, si fa la fila per il proprio turno? Lasciamo stare…). Ti prego, torna con i piedi per terra.

Terza categoria di attacco, che giuro, rido per non piangere ogni volta che leggo qualcosa di questo genere: “Se Jamie non gira scene di nudo frontale, la colpa è di quella strega della moglie, che glielo vieta!” Di solito i punti esclamativi sono almeno sei o sette, a sottolineare quanto questa cosa faccia infervorare gli animi. E io rido, da matti, perché stando a questo ragionamento Jemie Dornan è un sottomesso. Strano, mi sembrava che nel film avesse il ruolo opposto, ma si sa, nei film è tutta finzione… Oltretutto, evviva la coerenza: se la prendono perché non vedono il pipino di J.D. , ma loro vedono l’aspetto romantico della storia di Christian e Ana. Bah.

Per ultima, la migliore in assoluto:Amelia ha partorito apposta a ridosso delle riprese, così avrebbero ritardato”. Signore, perdonale perché non sanno ciò che dicono. Lei ha partorito di proposito. Ha deciso lei il giorno. Manco la vergine Maria ha potuto scegliere la data. Amelia sì. E, in tutto questo, naturalmente, Jemie non c’entra. Quella sera lui non c’era e se c’era dormiva e se non dormiva, comunque, non sa contare fino a nove. Quindi, non avrebbe potuto prevedere che la nascita del bambino sarebbe stata a ridosso dell’inizio delle riprese.

Non sto nemmeno qui ad elencare le assurdità che ho letto in giro per il web contro questa donna, dovrei scrivere un articolo di almeno venti pagine, facendo un sunto e, sinceramente, alcune considerazioni sono davvero irripetibili. Ho voluto scriere questo articolo con tono leggero, ma la verità è che la questione inizia a diventare davvero grave.

golden-globes-2015-jamie-dornan-dakota-johnson-amelia-warner-red-carpet__oPtTutto questo polverone viene sollevato da donne e a me, da donna, va il sangue al cervello, sale la pressione a 10.000.

Perché non c’è rispetto, non si distingue più la finzione dalla realtà. Jemie Dornan NON è Christian Grey, non “deve stare” con Anastasia Dakota Steel, Dakota NON è Anastasia!

Mi si congela il sangue nelle vene quando leggo che si augurano ad Amelia peste e corna e credetemi, lo “spero che Jemie la lasci” è davvero l’augurio più leggero che le viene fatto.

Perché? Che senso ha?

Cosa fareste voi, donne che augurate questo ad Amelia, se capitasse a voi? Se la vostra vicina di casa cercasse di sedurre vostro marito, se parlasse male di voi in giro tanto per denigrarvi?

Non giustificatevi dietro alla battuta, perché queste non lo sono.

Non c’è niente di divertente nell’attaccare una donna che come unica colpa ha quella di amare un uomo che il caso ha voluto scegliere come interprete del vostro beniamino. Non c’è nulla da ridere quando si attacca una moglie, una madre, una donna, quando le si augura il peggio.

Non c’è niente di cui andare orgogliose quando si chiede rispetto, ma non si dà.

Chiamiamo le cose con il loro nome; anche questo è bullismo.

Nadia Filippini

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One Comment on “Fan(atismo)”

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