Historia magistra vitae! Ma quanti di noi effettivamente conoscono la storia? Spesso a scuola si studia a mala pena la storia del nostro paese. Quella che non ci riguarda viene accennata o talvolta evitata. Ma spesso, pur avendo studiato con cura la storia nostra e dei paesi a noi vicini, pochi riescono a ricordarla a distanza di anni. E come fare? Le soluzioni sono dietro la porta.

L’arte, in tutte le sue forme, si mette spesso a servizio della cultura e della storia. Così, oggi, abbiamo l’ennesimo esempio. Il cinema racconta la storia e lo fa magistralmente sotto la penna preziosa di Nolan.

L’episodio raccontato è un’operazione di salvataggio rimasta nella memoria della Gran Bretagna in particolare: l’Operazione Dynamo. o “miracolo di Dunkerque” o “evacuazione di Dunkerque”. Conosciuta anche così proprio perché il palcoscenico fu la città francese di Dunkerque. La storia racconta di un milione di uomini tra inglesi, belgi e francesi rimasti bloccati a Dunkerque sotto l’assedio dei tedeschi via mare, via terra e via aria. Tutti quegli uomini erano semplicemente lì ad aspettare una soluzione. Bloccati come topi al centro del mirino del nemico. L’unica possibilità per loro era la fuga ma vie, per fuggire, non c’erano. Così parte l’operazione Dynamo, tentando di salvare questi soldati con tutte le risorse possibili. La singolarità dell’operazione, come si vede nel film, sta nel fatto che le risorse sono state usate proprio tutte.

Persino le imbarcazioni da pesca dei comuni cittadini sono partite alla volta di Dunkerque per andare a riprendere i giovani soldati intrappolati. La più piccola imbarcazione utilizzata fu un gozzo di 4,6 m, il Tamzine, oggi custodito all’Imperial War Museum.

Nolan riporta con efficacia questo pezzo di vita del nostro continente, riuscendo a raccontare l’insieme e le piccole vite che hanno scritto la storia.

Oggi, 31 agosto, Dunkirk al cinema.

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